Il Forum del Premio Gaber

Versione completa: Milano - "De Rossi"
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[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20De Rossi.jpg]

Regione: Lombardia
Provincia: Milano
Località: Milano
Ordine e grado: Scuola Primaria
Denominazione: "G. B. De Rossi"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Opera 22 con Tchaikowskj: dal cibo che alimenta alla cultura che nutre
Referenti interni: Professori Co' e Bagatta
Referenti esterni: ---
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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 10.30 di oggi 18 maggio i ragazzi della 4 B dell’ICS “Console Marcello” plesso de Rossi di Milano, hanno presentato il loro lavoro intitolato “Opera 22 con Tchaikowskj: dal cibo che alimenta alla cultura che nutre”. I 22 ragazzi hanno partecipato al progetto sotto la direzione delle professoresse Luisella Co’ e Sonia Bagatta.

Il lavoro – un atto di 20 minuti – è frutto di un progetto più ampio, “Dal cibo che alimenta alla cultura che nutre”, avente come finalità un uso sano e consapevole del cibo. A partire da un’esperienza spontanea e naturale è stato intrapreso un percorso multidisciplinare che tra i vari risultati finali ha portato anche alla realizzazione del lavoro di drammatizzazione.

La scena è quella di una cucina - utensili e pentole sono dislocati per tutto il palco - con una nonna che dispensa cibo e proverbi alle nipoti. Ma soprattutto racconterà loro la storia dello Schiaccianoci che non sapeva schiacciare le noci. Il racconto - sostanzialmente corale - alterna i dialoghi tra i vari utensili momenti coreografici e musicali. Il fine - completamente centrato - è quello di educare ad una sana alimentazione in modo simpatico.
[200 battute sullo svolgimento, le tecniche utilizzate e la conclusione in breve]

Il divertente e interessante progetto proposto dai ragazzi lombardi ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè San Cesario (BO), Grosseto e San Mauro Torinese (TO).

L'INTERVISTA

Alle ore 15.30 di oggi, 18 maggio, i ragazzi delle elementari “De Rossi” di Milano ha tenuto la consueta intervista, dopo aver presentato stamattina il proprio spettacolo dal titolo “Opera 22 con Tchaikowskj: dal cibo che alimenta alla cultura che nutre”.

“L’idea per lo spettacolo ci è venuta in mente da un albero di noci. In breve:lo schiaccianoci va in una scuola di cucina per imparare. Poi si fa distrarre da altri cibi e va male. Finché arrivano le vitamine e tutto torna normale”.
“Il messaggio del nostro spettacolo è che noi non ci dobbiamo fidare troppo degli altri: se prendiamo una scelta seguiamo quella, non facciamoci influenzare dalle altre persone – da cosa fanno, da quello che dicono etc.”
“Potevamo benissimo comunicarlo con un’altra cosa, ma ci è venuta così durante una lezione di scienze. Lo spettacolo l’abbiamo fatto tutto noi – con l’aiuto delle maestre, ovviamente. Ci hanno registrato quando dicevamo le nostre idee. Poi le abbiamo messe insieme. Abbiamo messo insieme anche il noce, il film del ‘lo Schiaccianoci’… etc.”.
“Ci siamo molto divertiti a fare teatro. Non è la prima volta che facciamo teatro: per ora abbiamo sempre preso storie già fatte, ma stavolta l’abbiamo scritto noi. Non è stato difficile lavorare insieme: è sempre filato tutto liscio, qualche volta abbiamo anche litigato ma è passato tutto…”
“Oggi non eravamo molto emozionati sul palco. Succede che se nel pubblico ci sono quelli che non conosco non ci sono problemi, se invece ci sono conoscenti ci si emoziona. Comunque l’emozione (o meglio: l’ansia) è qualcosa che viene e che va. Spesso solo alla fine della rappresentazione”.
“Quando siamo sul palco sentiamo il pubblico.”
“Abbiamo deciso di mettere in fondo allo spettacolo ‘Waka-waka’ un po’ perché era la canzone dell’anno scorso”.
“Abbiamo visto alcuni spettacoli: il film [quello di San Mauro (TO), NdR] e poi quello in dialetto [Santa Fiora, NdR] quello di S. Fiora ci è piaciuto ma non si capiva molto quello che dicevano (parlavano in dialetto e a bassa voce) mentre quello di Torino non si capiva bene il messaggio…”
A qualcun altro “quello di S. Fiora non è piaciuto perché si capiva male ma soprattutto perché c’era un po’ di confusione sul palco; quello di Torino invece non era credibile: quando morivano ridevano! Comunque si sono molto impegnati – un film non è facile da fare. Non ci è piaciuto anche perché non c’erano colori” un’altra ragazza ancora “Quello di Santa Fiora è piaciuta così così: perché parlavano veloci e in dialetto, poi si vedevano poco sul palco (erano troppi sul palco) mentre quello di Torino non mi è piaciuto”.
Per quanto riguarda l’alimentazione “mangiamo di tutto, anche al fast-food. Ma a volte anche verdure e roba sana. Comunque ogni tanto si può mangiare anche qualche schifezza…”

Un saluto: “Ciao!”
grazie a tutti.... E' stata una bellissima esperienza!!!!
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