Il Forum del Premio Gaber

Versione completa: Il dibattito di martedì 15 maggio
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Le scuole medie di Lanciano (CH), di Latina e di Fontaneto d’Agogna (NO) hanno partecipato al dibattito finale alle ore 17.30 di oggi, 15 maggio, nella sala Venere.

Un ragazzo di Fontaneto chiede il senso dello spettacolo a Lanciano. Una ragazza spiega che si trattava di uno spettacolo per sensibilizzare la gente sui problemi ambientale nel loro territorio. In particolare si tratta della questione dei “trabocchi” e della poca importanza che viene tributata a queste antiche strutture di pesca. Il filo rosso era lo ‘Scrooge’ di ‘A Christmas Carol’ di Dickens.

Ognuno ha presentato il proprio spettacolo. I ragazzi abruzzesi chiedono ai laziali la nascita del loro spettacolo. Un ragazzo spiega che la nascita è dovuta all’ispirazione della loro professoressa, che prende ispirazione da libri, film etc. da qui la scelta di due figure come Arrigoni e la Cacho. Arrigoni (che per coincidenza è nato lo stesso giorno del debutto del nostro spettacolo, il 26 aprile), in particolare, faceva da scudo umano per salvare la gente nella striscia di Gaza. È stato poi purtroppo ucciso – anche se noi lo rappresentiamo come vivo. Lydia Cacho invece ha portato all’attenzione una situazione di soprusi patiti da ragazzi e ragazza in Messico [a Cancun, NdR]. A questi due personaggi è affidata la ‘conversione’ del fratello egoista. C’è anche la storia di Ali Enayat – una storia reale – in cui un bambino afgano viene lasciato dalla mamma, che non poteva uscire liberamente, e lo abbandona per dargli una speranza. In definitiva, la morale è che l’individualismo e l’egoismo portano a sofferenze. Spero che vi sia piaciuto.
Un ragazzo di Latina chiede ancora delucidazioni sullo spettacolo di Lanciano. Una ragazza spiega che la narrazione di Scrooge stavano sullo sfondo di 3 sogni: il ‘trabocco del passato’, il ‘trabocco del presente’ e il ‘trabocco del futuro’.
Ai ragazzi di Latina è piaciuto molto la scenografia e i costumi di Fontaneto. “Perché cambiavate spesso attore?” un ragazzo spiega che era per dividersi la parte: “eravamo molti”.
Un ragazzo di Fontaneto fa i complimenti a tutti, spiega che ha capito il senso della denuncia ambientale. Con quello dei ragazzi laziali ho capito invece molte cose ma soprattutto dell’importanza dell’idealisti: se non ci fossero loro a far capire alla gente che la ricchezza non è tutto, non ci sarebbe rispetto tra gli uomini. Se si condividono le cose il mondo funziona.
Dopo i complimenti, qualche osservazione:
Secondo Lanciano i ragazzi di Fontaneto parlavano un po’ troppo veloce, o anche a bassa voce. Loro spiegano che era la prima volta che lo facevano: c’era emozione e inesperienza. I ragazzi di Latina invece osservano il marcato accento novarese degli attori.
Una ragazza di Latina chiede a Lanciano come è venuta l’idea di Scrooge. È stata proprio la professoressa a cogliere il nostro suggerimento per far entrare un personaggio prepotente nella nostra narrazione, in modo che potessimo far parlare del ‘trabocco del passato’, del ‘trabocco del presente’ e del ‘trabocco del futuro’.
Ancora Latina chiede a Fontaneto del loro testo – una ragazza spiega che è l’originale, tranne che per l’inserimento degli spiriti del bosco, che servivano a riassumere delle parti che non ci sarebbero state.
I ragazzi di Novara spiegano che il tema dell’avarizia è stato molto più sviscerato nello spettacolo dei ragazzi di Latina. I ragazzi di Lanciano spiegano che non volevano far vedere la conversione di Scrooge, gli serviva solo come pretesto per il cambio di tempo della narrazione. Quello che era importante era l’ambiente. Una ragazza di Latina chiarisce l’attualità della loro opera: tutti possiamo identificarci in Filemone (il generoso) o Zaccheo (l’avaro). Poiché hanno dovuto tagliare dei pezzi – che ritenevano più leggeri e godibili – della loro opera, i ragazzi romani chiedono se il loro spettacolo è risultato troppo pesante. I ragazzi di Lanciano e Novara spiegano che no: era molto godibile e non si notavano i tagli. Anche il tema non era poi così pesante e inaccessibile. I ruoli li ha assegnati la professoressa, ma in base alle esigenze. Naturalmente ci sono anche ragazzi più sensibili e adatti ad interpretare personaggi particolarmente profondi, mentre altri si trovano meglio con personaggi più comici. Ma non per questo sono meno bravi o altro. In ogni caso dobbiamo dire che il lavoro che sta dietro è stato abbastanza duro.
Un ragazzo di Fontaneto spiega che il loro spettacolo verrà riproposto a Fontaneto, nel bosco che è stato assegnato alla scuola [cfr. intervista] in presenza della cittadinanza e del sindaco e altre autorità. I ragazzi di Lanciano spiegano che sono alla seconda esperienza. I latinensi spiegano che hanno una certa tradizione laboratoriale.
I ragazzi di Novara spiegano che l’opera “la tempesta” di Shakespeare può essere attualizzate, perché è attuale il messaggio: il perdono del fratello. Abbiamo cominciato a fare teatro su suggerimento della prof per fare uno spettacolo di fine anno. Poi abbiamo deciso di provare anche questo concorso al Premio Gaber. Inizialmente non eravamo molto d’accordo con l’idea dello spettacolo, poi abbiamo visto che potevamo fare qualcosa di buono: ci siamo messi in gioco e abbiamo deciso che se ci impegnavamo al massimo potevamo partecipare al Premio.
In merito alla questione cinema\teatro, le scuole – che hanno tutte portato uno spettacolo teatrale – hanno risposto che preferiscono il teatro: la differenza sostanziale è che ogni spettacolo teatrale è sempre diverso anche s c’è più rischio. C’è il pubblico. Al teatro le emozioni si raddoppiano, “forse perché si sente un forte legame con la cultura” dice una ragazza di Latina “perché mi sembra che oggi la cultura sia un po’ sottovalutata. Le persone non si comprano i libri ma prefriscono leggerseli sull’iPad. La cultura si migliora, per carità, ma non deve schiacciare la cultura che c’era prima. Questo per dire che il teatro lo vedo come più autentico. E c’è il pericolo ridiventare dipendenti dalla tecnologia”. Novara rincara dicendo che col teatro si può interagire con il pubblico. E c’è la soddisfazione del feedback immediato.
In merito alla questione dei complimenti, Novara non si sente sminuita dai complimenti limitati alla scenografia e ai costumi? I ragazzi rispondono di no: era necessario che ci fossero quei costumi per descrivere e distinguere i personaggi. In ogni caso per essere la prima volta che salivano su un palco, ci siamo trovasti molto bene e crediamo di aver dato il nostro meglio. Anche con le musiche che abbiamo comporto insieme alla nostra professoressa.
In definitiva ancora un divertente ed intenso scambio di impressioni fra i ragazzi del Premio Gaber.
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