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Il dibattito di martedì 3 Maggio
02-11-2012, 11:33 AM
Messaggio: #1
Il dibattito di martedì 3 Maggio
Le scuole superiori di Venosa (PZ), di Termini Imerese (PA) e di Novara e le medie di Catania hanno partecipato al dibattito alle ore 17,30 di oggi, 3 Maggio, nella sala Venere.

I moderatori sono stati Giusy e Silvia per Novara, Giovanni e Martina per Venosa e Francesca e Vincenzo per Termini Imerese: il gruppo di Catania, fedele al principio della partecipazione, è intervenuto in toto.

Hanno rotto il ghiaccio i ragazzi di Novara spiegando come è nato il loro spettacolo: l’idea è partita dal preside (che forse si aspettava uno sviluppo diverso) suggerendo un tema importante e denso come la discriminazione razziale: il tema poi ha avuto uno sviluppo giocoso dove musica e ballo – oltre che agli sketch circensi e cabarettistici – sono stati basilari. È l’improvvisazione il tratto fondante della loro recitazione. Questo è un modo con il quale possono essere combattuti pregiudizi culturali che portano all’ignoranza e alla discriminazione. Per loro – che hanno già avviato un lavoro da diversi anni sul teatro – è stato un gioco e probabilmente è questo che ha reso il loro spettacolo così effervescente; una rappresentazione che è piaciuta molto anche ai ragazzi di Catania. Questa scuola ha precisato come teatro sia un materia curriculare nella loro scuola. Il loro è un progetto che li lega da molti anni. I ragazzi di Venosa, invece, hanno spiegato come il loro insegnante abbia trasmesso loro l’etica e le idee di Gaber. Loro si sono trovati da varie classi riuniti, in un certo senso, intorno alla figura dell’artista. La loro forza – secondo i ragazzi – è stata quella di essere in scena in prima persona, suonando, cantando e recitando. Palermo – che porta un docu-film sulla Fiat – spiega come il loro metodo di lavoro si basi su una precisa tabella di marcia: ogni giorno si mettono d’accordo per continuare il progetto.

Apprezzato lo spettacolo di Prato: i ragazzi hanno notato la capacità nel mantenere la concentrazione – ogni personaggio è rimasto sul palco per tutti o quasi i 50 minuti.

Si è poi parlato dei linguaggi utilizzati in questi giorni, che sono stati davvero molto vari: dalla prosa alle arti circensi passando per la danza. Si è notata l’emersione di un’eredità dal musical (per Novara) e dalla poesia (Catania): con loro si è visto il ruolo di tramite che spesso è utilizzato nel linguaggio teatrale, che

Parlando infine dei temi affrontati, sono stati tutti importanti (razzismo, guerra in medio oriente, politica, sociale)

In merito allo spettacolo di Sarzana (SV) cioè “La nascita”, secondo Venosa si vedeva che i ragazzi erano molto appassionati di quello che stavano facendo. Utilizzando pochissimo il linguaggio parlato, i ragazzi hanno comunicato moltissimo attraverso il corpo. Lo stesso per Catania, che ha apprezzato molto la modalità di comunicazione utilizzata dai ragazzi liguri.

Per Giusy, di Novara, teatro è soprattutto liberazione personale, perché attraverso di esso si esprime se stessi e si riesce anche a formare il pubblico.
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