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Pieve di Cento (BO) - “Siraluna”
18-05-2012, 03:48 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 30-10-2012 05:06 PM da Editor.)
Messaggio: #1
Pieve di Cento (BO) - “Siraluna”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Siraluna.jpg]

Regione: Emilia Romagna
Provincia: Bologna
Località: Pieve di Cento
Ordine e grado: Scuola Primaria
Denominazione: "Siraluna"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Io, allora c’ero
Referenti interni: Marieva Vivarelli
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 16.00 di oggi 18 maggio i ragazzi della Scuola elementare “Siraluna” di Pieve di Cento (BO), hanno presentato il loro lavoro “Io allora c’ero” frutto del progetto “Con il teatro per l’accoglienza”. I 20 ragazzi hanno partecipato al laboratorio multiclasse sotto la direzione della professoressa Mariaeva Vivarelli.

La tematica del lavoro è incentrata sul valore e l’importanza del ricordo e sulla necessità di manifestare le proprie emozioni attraverso il loro racconto. Spesso il ricordo ci frena nello slancio verso il futuro e nel vivere il presente. Con questo lavoro si vuole dare valore alla forza del ricordo come supporto e incoraggiamento ad andare avanti.

I ragazzi in una scenografia essenziale - il fondale è affidato ad una proiezione video e alle luci - si muovono in scene corali interagendo con oggetti quali libri (metafora del ricordo e della memoria) e utensili sul palco. Il testo riguarda proprio il valore del ricordo e della scelta, legati anche al laboratorio teatrale.

Il profondo e stimolante progetto proposto dai ragazzi emiliani ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè San Mauro Torinese (TO) Milano, Santa Fiora (GR) e Grosseto.

L'INTERVISTA

Alle ore 18.00 di oggi, 18 maggio, la media “Siraluna” di Pieve di Cento (BO) ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato stamattina il loro spettacolo dal titolo “Io allora c’ero”.

“Il nostro spettacolo parla dei nostri ricordi. Dopo che abbiamo pensato ai nostri tricordi abbiamo fatto questo spettacolo e ognuno faceva la scena dei propri ricordi. I ricordi che abbiamo scelto erano quelli più importanti, più speciali”.
“Il tema ce l’hanno suggerito gli insegnanti. Ci hanno dato un foglio dove scriverli, poi Mariaeva ha scelto fra tutti ed è nato il testo, più o meno”
“Facciamo teatro da diversi anni. Le difficoltà sono quelli della voce (troppo flebile), stare concentrati, coordinarsi nei movimenti. Dunque, dobbiamo allenarci un po’: ripetiamo le scene. Fare teatro ci insegna a stare su palco, a non aver paura, a essere spontanei, a non aver paura. Non essere in imbarazzo. Ci fa crescere perchè si incontrano difficoltà e si superano – anche insieme, col gruppo”.
“Oggi prima di andare in scena eravamo in ansia e agitatissimi. Non vedevamo l’ora di farla per finirla. Poi c’è anche chi era ansioso di farla per dimostrare la propria bravura”.
“Dopo la prima battuta eravamo già più rilassati”.
“In questa esperienza non siamo stati sempre d’accordo: però siamo riuscirti a superare quelle fasi”. “Alcuni di noi fanno teatro da 4 anni. Ma è la prima volta che lo facciamo in una rassegna”.
“È più facile recitare davanti agli sconosciuti, perché ti giudicano meno (o se ti giudicano, poi non li vediamo mai più). Invece qualcuno di noi la pensa al contrario – e per lo stesso motivo – cioè che davanti ai parenti sia più facile”.
“Questa esperienza qui ci regala: amici, emozioni, conoscenza. Nono abbiamo parlato molto con i ragazzi di altre scuole.”
“Abbiamo visto due spettacoli: quello dello Schiaccianoci e quello degli uomini primitivi. Nel primo ci sono stati molti balli e c’erano anche dei momenti comici. Sono stati molto bravi perché hanno saputo interpretare bene la loro parte. Forse, però, c’erano troppi balletti. E poi il ragazzo che faceva lo Schiaccianoci si è tolto tutto davanti al pubblico. Neanche i vestiti delle ragazze (le vitamine) ci sono piaciuti”.
“Del cortometraggio: l’unica cosa bella è stata quando si sono abbracciati tutti. il resto non era tanto convincente – parlavano solo ‘augh augh’ – era meglio parlare soltanto in Italiano. Poi non ci è piaciuta la scenografia, a dirla tutta: si vedeva il marciapiede! E le zebre non c’erano durante le glaciazioni!”
“Nel percorso abbiamo imparato molte cose: a distribuirci nello spazio (con il gioco della zattera), abbiamo imparato a tenere la posizione verticale…”
“Quando torneremo a casa racconteremo ai nostri genitori che ci siamo divertiti un sacco e che bisognerebbe farne di più di esperienze come questa. Sarebbe bello poter dire ‘abbiamo vinto!’ ma in realtà l’importante è partecipare”.

Un saluto “Ciao!”
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22-05-2012, 05:14 PM
Messaggio: #2
RE: Pieve di Cento (BO) - “Siraluna”
Ciao, una segnalazione.
Purtroppo a casa al sabato notte a noi di Pieve e dintorni ci è "toccato il terremoto" (come tutti sapranno).
Per molti dei nostri bambini questi sono giorni duri, alcuni abitano proprio nell'epicentro del terremoto, come pure gli insegnanti che erano presenti.
Che dire!!! Si dorme in macchina e si pensa alla bellissima esperienza vissuta con il dispiacere di non avere avuto la possibilità di goderla fino in fondo al ritorno. Contiamo di ritrovarci almeno il 4 Giugno ma oggi non è una certezza perchè siamo decisamente sconvolti da quanto è capitato.
Un saluto sperando di sentirvi numerosi.
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22-05-2012, 05:44 PM
Messaggio: #3
RE: Pieve di Cento (BO) - “Siraluna”
Abbiamo saputo di questa sconcertante notizia al nostro risveglio domenicale.
Alla immensa felicità dei giorni passati si è sostituito lo sbigottimento.
Uno sbigottimento che si andava a sommare ai tristi fatti occorsi agli studenti di Brindisi, città che è intervenuta al Premio in questa terza edizione con una rappresentanza di ragazzi molto preparati e consapevoli.
Purtroppo non ci sono parole che possano esprimere il nostro stato d'animo.
La nostra solidarietà e il nostro affetto vanno a tutte le famiglie colpite da questi due eventi quasi concorrenti.
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