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Latina - “G. Giuliano”
15-05-2012, 10:11 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-10-2012 10:31 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Latina - “G. Giuliano”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Giuliano.jpg]

Regione: Lazio
Provincia: Latina
Località: Latina - Cisterna
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di primo grado
Denominazione: "G. Giuliano"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Rimaniamo umani
Referenti interni: Alida Pieri
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 10.30 di oggi 15 maggio i ragazzi delle classi 2^ e 3^ dell’Ist. Comprensivo “G. Giuliano” di Latina, hanno presentato il progetto intitolato “Rimaniamo umani”. La professoressa Alida Pieri ha coordinato e guidato i 20 studenti che hanno partecipato al progetto.

Il lavoro è incentrato sulla figura di Vittorio Arrigoni preso come esempio di persona che ha speso la sua vita a favore delle vittime dell’ingiustizia. Questo deve esortare ad uscire dall’individualismo che caratterizza l’uomo contemporaneo per riscoprire l’importanza dell’incontro e dell’impegno con e per l’altro. I protagonisti sono due fratelli, l’uno altruista e l’altro egoista e individualista. Dopo un’iniziale incomprensione il secondo capisce la necessità di operare un profondo cambiamento nella sua vita.

La scena è abbastanza ricca di particolari ed i personaggi sono caratterizzati da costumi piuttosto definiti. Sono varie le storie che si intrecciano, ognuna utilizzata come metafora per sviscerare una tematica. La riflessione esplicitata nei dialoghi è profonda a tocca i temi dell'immigrazione, dell'integrazione, dell'impegno sociale e naturalmente quello più complesso del conflitto in Medio oriente.

Il profondo e ben calibrato progetto proposto dai ragazzi laziali ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, cioè Momo (NO), Lanciano (CH) e Bolzano.

L'INTERVISTA

Alle ore 16.00 di oggi, 15 maggio, la Media “Giuliano” di Latina ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato stamattina lo spettacolo intitolato “Rimaniamo umani”.

“Noi abbiamo iniziato il percorso a dicembre e l’abbiamo finito a maggio. Ci siamo visti una volta alla settimana – giovedì – l’abbiamo fatto grazie alla nostra prof di matematica e ad una professoressa esterna, la prof Pilato, che ha realizzato il progetto. La maggior parte dei copioni li scrive lei. Il percorso nasce da una figura reale, Vittorio Arrigoni, e alla professoressa è venuta l’idea dopo aver visto un suo video su youtube. Ci ha proposto l’idea e il copione: mancava solo la parte finale e l’ha scritta anche grazie al nostro aiuto – ovviamente il copione viene adattato a noi”.
“La trama è questa: ci sono due fratelli diversissimi fra loro: uno generoso e altruista, mentre l’altro è egoista. Nel frattempo ci sono tante altre storie: la mamma che abbandona il figlio per proteggerlo – nella speranza che almeno lui si salvi, l’incontro di una donna con Lydia Cacho ... tutto questo dovrebbe far ravvedere il fratello egoista. Che infatti dopo tutto – dopo che anche il fratello altruista viene ucciso – questo comincia a cambiare. Comincia a mettere in comune con gli altri le sue cose.
Tutto si conclude con l’arrivo in casa del fratello cambiato di tutti i personaggi che hanno animato le varie scene e con la frase ‘l’amore non avrà mai fine: il lato esteriore non conta,conta solo quello che riusciamo a dare’. Nel nostro spettacolo si vede anche l’ingenuità dei bambini”.
“Queste tematiche le abbiamo affrontate singolarmente. Abbiamo approfondito tramite testi e filmati”.
“Prima di mettere in scena questo spettacolo tutte queste cose, questi episodi non li conoscevamo. Quindi è un merito delle nostre professoresse di averceli fatti conoscere. L’anno scorso abbiamo fatto un lavoro sulla fantascienza, mentre quest’anno il tema era anche più sentito da noi. Noi che siamo il nuovo futuro dobbiamo cominciare ad aiutare questi bambini – del terzo mondo, ma anche quelli che vivono vicino a noi”.
“Inizialmente ad affrontare queste tematiche ci siamo sentiti anche un po’ spaventati, anche un po’ in colpa. Ci è venuto in mente di poter fare anche qualcosa nel nostro piccolo, per cambiare le cose. Siamo venuti qui con questo spettacolo per diffondere questo messaggio: dobbiamo impegnarci ognuno nel nostro piccolo per sensibilizzare le persone. Questo [il Premio Gaber, NdR] è un luogo di confronto e di incontro, non un vero e proprio concorso. La prof ci ha spiegato che lo stesso Gaber si impegnava nell’analisi della società. E lo faceva molto liberamente. Si è allontanato dalla televisione anche per far capire che apparire non è tutto”.
“A proposito della società, volte può anche sfruttare: ci impone di non avere difetti né accettiamo le persone che hanno difetti. Si spinge tutti verso al perfezione – ma la perfezione non esiste. Questo porta problemi come l’anoressia etc. spesso i più potenti eliminano coloro che vorrebbero far aprire gli occhi. È sempre più difficile far emergere queste cose. Così le personalità delle persone vengono sempre più schiacciate. Diventiamo prodotti fatti in serie. Certe volte per farsi accettare dagli altri scendi a compromessi con te stesso e magari non piaci più a te stesso”.
“Oggi ‘ci si maschera’ per essere più sicuri. Ci si ispira a Belèn, a Garko per il fisico… ad esempio come modello spirituale potrebbe essere Gandhi”. Una ragazza apprezza “Justin Bieber, perché ha dei valori che condivido, poi è stato abile nella sua carriera. Lo stimo”.
“Un altro modello di valore è Jovanotti, ma tutti i cantanti in generale. Bisogna dire che nelle case discografiche ci sono delle resistenze alla libertà di opinione: certe cose che vorrebbero dire sono in un certo senso censurate.”
A proposito della censura,una ragazza dice che “Uno è veramente se stesso soltanto quando è da solo. Anche se si è insieme ad un amico si deve comportarsi di conseguenza, non si è liberi.”
“Ad esempio, di Latina cambieremmo quasi tutto: il sindaco, i capelli del sindaco, la ingrandiremmo (c’è troppa gente e ci si conosce quasi tutti, e tutti sparlano) [risate, NdR]”.

Un saluto collettivo: "Ciao mamma!"
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