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Il dibattito di giovedì 12 Maggio
02-11-2012, 11:25 AM
Messaggio: #1
Il dibattito di giovedì 12 Maggio
Le scuole medie di Tizzano Val Parma (PR), di Pieve Vergonte (VB) e di Cortina D’Ampezzo (BL) e le scuole superiori di Francavilla (BR) hanno partecipato al dibattito finale alle ore 17,45 di oggi, 12 Maggio, nella sala Venere.

I moderatori sono stati Siria e Laura della media di Pieve Vergonte (VB), Martina e Marianna della media di Cortina D’Ampezzo (BL), Eugenio e Francesco del liceo di Francavilla (BR) e infine Fabioe Martina della media Tizzano Val Parma (PR).

Ha rotto il ghiaccio Francavilla apprezzando lo spettacolo di Pieve Vergante, per aver messo in scena un pezzo di storia (la Resistenza) in maniera fresca e consapevole. Anche l’inserimento del dialetto era molto funzionale a quello che volevate raccontare – ricordava “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino. Ci è sembrato davvero un bel progetto.

Le ragazze di Belluno hanno chiesto come è nato il progetto dei ragazzi di Francavilla, che hanno risposto spiegando il bisogno che avevano di dire certe cose – ispirandosi al teatro-canzone di Gaber e Luporini – e sottolineando che è un lavoro tutto loro. La canzone serviva ad accompagnare i concetti espressi nei dialoghi della commedia.

Complimenti per la spontaneità degli attori dei ragazzi bellunesi ai ragazzi di Francavilla. Ai ragazzi di Tizzano è piaciuto il fatto che ai ragazzi di Francavilla sembrava piacesse ciò che facevano. Francavilla ringrazia e spiega come una società si può organizzare bene o male al di là del periodo storico in cui sono inserite. Lo schifo della politica è trasformare in favori quelli che sono i diritti reali. Forse questo è anche un po’ permesso dalla gente: cavolo, svegliamoci! Quella è la Fune. Un appello: ragazzi, se volete fare politica, fatela! Anche se vedete che siete relegati fra gli ultimi non allontaniamoci dalla politica. Bisogna leggere e formarsi le opinioni. Leggere è fondamentale. Fare della cultura uno strumento vitale: rendere le persone libere e farle pensare. Per quanto liberi noi possiamo crederci non lo saremo mai: le nostre idee sono quelle fondamentali per andare avanti. Il teatro, per noi, è esprimere quello che non ci piace del mondo. Energia per creare e plasmare personaggi e così dire la nostra.

I ragazzi piemontesi hanno notato come nello spettacolo le corde da forca reggessero quelli che erano i disvalori odierni: la escort, il precariato etc. quando pensiamo alla politica bisogna pensare che è qualcosa di nostro.

Per quanto riguarda i ragazzi ampezzani, secondo loro quella del corto è stata un’esperienza molto costruttiva: noi giovani abbiamo avuto modo di contribuire alla vita di Cortina. La professoressa Piccolo ha pensato che anche noi giovani dovessimo dire la nostra. Abbiamo ottenuto molte cose, come libri in comodato d’uso etc. è stata l’occasione per riscoprire e rivalutare i nostri luoghi. Era un progetto per i parchi.

I ragazzi di Francavilla hanno poco compreso il messaggio – un po’ campanilistico – della scuola veneta. Le ragazze Ampezzane spiegano come Cortina sia vista solo come una meta turistica. In realtà dovrebbe essere sfruttata più a fondo: la nostra è una proposta alternativa. Noi abbiamo trattato questo argomento perché tutto è partito dal Consiglio Comunale dei Giovani: la domanda del progetto era proprio quello di rivalutare il parco presente nel proprio territorio.

La nostra intenzione è quella di conservare le proprie tradizioni, di salvaguardarle perchèsono importanti le proprie radici. Secondo i ragazzi di Pieve Vergonte anche loro – come la scuola veneta – hanno voluto valorizzare un piccolo territorio. Francavilla spiega come sia interessantissimo studiare anche quello che succede – che è successo - nelle province per capire a fondo la storia,. Spesso al crediamo troppo grande, ma invece è molto più vicina a noi.

Un bambino delle elementari di Signa chiede che cosa sia la globalizzazione, Francavilla spiega che la globalizzazione è un meccanismo per il quale la coca cola la puoi bere in tutti i posti del mondo, invece il vino del nonno lo bevi solo a casa di nonno. È qualcosa di più tipico, che esiste solo in pochi posti al mondo. È per questo che c’è diversità.

Ma il teatro, il cinema, funzionano ancora per esprimerci? Per descrivere le emozioni di voi adolescenti?

Secondo Tizzano sì, infatti si devono mettere con la propria volontà le proprie emozioni dentro ciò che si crea. I ragazzi delle elementari di Signa spiegano come loro non hanno trattato quei temi politici. Loro hanno parlato di acqua. Ma l’acqua, comunque, è un bene di tutti e non è giusto che ce l’abbiano soltanto in pochi. Non è logico che noi abbiamo l’acqua e altre persone hanno solo il fango e non possono bere. Non è nemmeno giusto lasciare l’acqua aperta in bagno a scuola. Col nostro spettacolo abbiamo voluto dire questo: che l’acqua è un bene prezioso.

I ragazzi di Tizzano notano come nel mondo di oggi tutti si fanno i propri affari, pensano solo al proprio bene – “come in politica, che Berlusconi pensa solo a lui” – e io non capisco perché le persone non pensano anche al bene degli altri, che in fondo è anche il loro. Secondo me dobbiamo offrire a chi è più povero. Noi a scuola abbiamo offerto 5 euro per i bambini del Bangladesh perché potessero andare a scuola.
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06-11-2012, 09:32 AM
Messaggio: #2
RE: Il dibattito di giovedì 12 Maggio
Davide (Roma Lido) scrive:
13 maggio 2011 alle 14:03
Molta politica è stata fatta in questo dibattito. Tantissima. E i riferimenti attuali non son mancati per nulla. Non ho potuto vedere gli spettacoli, ma mi permetto di dire due paroline sulla relazione che immaggino sia stata elaborata da Alessio.
Anzitutto me lo immagino come un dibattito della serie “lancio di sedie”, il che è molto positivo (dopotutto è lo scopo del premio, il lancio delle sedie..XD). Poi son felice di vedere persone, ragazzi come me o più piccoli, che hanno un ben determinato pensiero politico, e che son convinti di quel che dicono e lo difendono. Molto apprezzabile anche l’idea dei ragazzi di Cortina (nella quale non sono mai stato, dovrei farci un saltello appena possibile, e non per farci il turista, lo detesto come mestiere) sulla riscoperta culturale del posto dove vivono.
Mi ha molto incuriosito il leggere che i ragazzi delle superiori avevano molte cose da dire, che le hanno dette nello spettacolo ma che qui non siano palesemente espresse. Sarà il primo spettacolo che vedrò appena saranno messi online, troppa curiosità!
Infine vorrei rispondere alla domanda fatta alla fine del dibattito con un bel SI! a caratteri cubitali. I media oramai sono fondamentali nella nostre espressività, tanto che c’è qualcuno che su 3 reti televisive ci si è montato un personaggio politico che attualmente sta ancora in carica (a fare il porco comodo suo). Successivamente ha aggiunto giornali e libri, ma la TV oramai la vedono tutti (tranne me XD) e quale miglior mezzo per trasmettere qualcosa se non il cinema, o la televisione?
C’è solo una pecca, in tutto il sistema. Chi lo controlla solitamente ha una certa età e non è molto propenso a farsi distruggere dai giovani. Lui, che ha lavorato per anni come schiavo per arrivare lì non accetta che i giovani si possano esprimere, rischiando di buttargli all’aria anni e anni di fatiche e sacrifici. Questo è veramente un gran peccato. Se tutta la classe dirigente (e non solo i politici) fosse più giovane allora avremmo un mondo dove l’espressività dei giovani sarebbe alle stelle. Purtroppo non è così, e si ricorre ad Internet e alle sue infinite possibilità per esprimere le proprie idee (Blog, Social Network, Forum, Chat, ecc) facendo passare l’informazione per prima cosa in secondo piano (non tutti usano il pc perennemente come invece accade tutte le sere a cena con la TV) e secondo rischiando di avere delle forme di censura molto più sottili e spesso fatte passare per l’hacker di turno (che magari è un loro emissario, chissà perché non li fermano quasi mai, a meno che non lavorino in proprio), per il guasto tecnico o per la violazione di Copyright magari per un pixel fuori posto o per il secondo di canzoncina di troppo. Gran brutta bestia la censura online, per fortuna che si aggira facilmente, sennò finiremmo davvero in un mondo perssoché “medioevale”.
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