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Il Primo e l'Ultimo
06-11-2012, 09:51 AM
Messaggio: #1
Il Primo e l'Ultimo
Ho chiesto a Niccolò di aprire questa discussione, che ritengo estremamente importante in questo momento del Premio.
Come tutti sanno … abbiamo comunicato Le Tanto Agognate Classifiche Ufficiali della Suprema Commissione.
Il Premio è pur sempre un gioco … ops volevo dire un premio? … una gara? … una competizione?
Ma come sono vissute le gare oggi?
I carissimi e (da noi) amatissimi (come no!) media ci propinano un’idea della competizione come un qualcosa che avviene l’uno CONTRO l’altro!
Ma è proprio così?
Vi immaginate il Premio Gaber che incita al massacro 3.000 ragazzi italiani?
ogliamo credere che ha valore solo colui che vince?
E che tutti gli altri (secondi=ultimi) debbano essere relegati al ruolo di PERDENTI?
Un tale (ci interessa chi?) un secolo fa disse che l’importante era partecipare e non vincere.
Un altro tizio (a noi ignoto?) un secolo dopo rincarò la dose e disse Libertà = Partecipazione (chi sarà?).
Mi dovete scusare, ma, come vi ho più volte detto durante le interviste, io sono molto lento e non particolarmente intelligente.
Quindi vorrei che mi aiutaste a capire voi (ragazzi e non) se da oggi in poi dovrò stringere la mano ed abbracciare solo chi vince o dovrò stringere a me/noi tutti quelli che “partecipano”.
Io ho sempre stupidamente pensato di dover sorreggere ed incoraggiare proprio chi vincerà DOMANI!
Magari mi sono sempre sbagliato.
Detto questo io vorrei mandare un saluto, una stretta di mano ed un abbraccio a qualcuno, ma non so a chi posso farlo.
Decidete voi.
Io vi abbraccerei TUTTI.
E vi aspetteri pronti a riprendere il discorso ESATTAMENTE da dove ci siamo lasciati/salutati.
Alessandro.
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06-11-2012, 03:59 PM
Messaggio: #2
RE: Il Primo e l'Ultimo
Antonella scrive:
31 maggio 2011 alle 14:25
La classifica non ha importanza, per noi ragazzi di Termini Imerese è stato già tanto arrivare in finale, e vincere quel 3 posto di sicuro non ce lo aspettavamo! Siamo molto contenti….
COMPLIMENTI a tutte le altre scuole classificate, appena saranno disponibili i video li guaderò tutti!

Sara scrive:
31 maggio 2011 alle 20:13
Concordo quello che dice Antonella, noi non abbiamo vinto, siamo stati in nomination si..ma la cosa più importante è stato che abbiamo passato 3 giorni tutti assieme, abbiamo fatto un’esperienza nuova e abbiamo avuto modo di vedere gli spettacoli e socializzare con loro. Per non dimenticarele discussione, dove abbiamo visto lo spettacolo dai punti di vista di tutti.
E fai benissimo a mandare un abbraccio a tutti Alessandro, che naturalmente ricambio Smile

Pamela Gallio scrive:
1 giugno 2011 alle 06:43
Io credo che l’esperienza di condivisione che abbiamo vissuto sia stata uno dei momenti più belli della nostra attività di teatro di quest’anno. Certo, una classifica ci deve pur essere, il Gaber dopotutto è un “Premio”, ma l’accento sulla partecipazione a me è piaciuto molto. E’ stato bello far parte di qualcosa di grande e sentirsi importanti, sentirsi insieme. Spero che siano disponibili presto i video degli spettacoli e i corti, li guarderò con grande piacere. Un grazie a tutta l’organizzazione, complimenti a tutti gli insegnanti e gli esperti che hanno partecipato ed un abbraccio ad Alessandro =), sperando, chissà, di rivederci in futuro…
Pam =)

Vincenzo scrive:
1 giugno 2011 alle 08:37
“Avversario” è troppo spesso considerato un sinonimo di “nemico”; che, a mio dire, sono due concetti molto diversi tra loro.
L’avversario te lo trovi davanti in qualsiasi momento della vita, in qualsiasi competizione, inequivocabilmente. L’avversario è colui che sei obbligato ad affrontare, nella buona o nella cattiva sorte. L’avversario è la difficoltà che ritrovi sulla strada della vita, una difficoltà che ti sprona a far meglio, l’ostacolo che ti costringe ad ingegnarti per superarlo.
Il nemico, invece, è colui che ti dichiara guerra, per i suoi interessi. Non è costretto a farlo, ne’ è necessario che ti ostacoli.
I media adesso, come dice bene Alessandro, ci propinano un concetto sbagliato di competizione, vediamo la competizione come un “tramite” per arrivare ad un “premio finale”. L’agognato premio.
Bene, la competizione nella vita è essenziale, un’esistenza senza competizione sarebbe vuota. Vincere senza combattere annoia. Ma non per questo siamo autorizzati a fare del nostro “avversario” un “nemico”, esistono competizioni dette “sane”, dove il fair-play fa da sovrano.
Competizione come opportunità, secondo me; opportunità per crescere, per diventare migliori a volte. Non bisogna vincere, non è necessario.
Come diceva il mio mister:”L’importante non è vincere la partita, quel che conta è comportarsi da signori in campo, rispettare chiunque ci troviamo davanti e combattere, combattere sempre. Non importa se perdiamo, non importa se prendiamo 20goal o ne facciamo 40… a me importa che i miei ragazzi escano dal campo a testa alta, dicendo: ‘ce l’ho messa tutta’ “.
From Termini with love.

Arianna scrive:
1 giugno 2011 alle 15:56
Ciao ragazzi!
Quello che dite è vero, e si è anche visto: tra i vari gruppi non c’è mai stata rivalità, bensì un sentirsi tutti accomunati da questa grande passione che è il teatro.
Ora, come avevo già accennato ad Alessandro, vorrei porre, a nome del mio gruppo (Liceo Scientifico Antonelli di Novara), alcune domande: da chi era composta la giuria? Con quali criteri sono stati scelti i vincitori? Quali sono stati i giudizi dei vari spettacoli?
Grazie mille, un bacio!

giuliana romano scrive:
1 giugno 2011 alle 17:47
Ciao a tutti, riscrivo perchè è svanito nel nulla quanto avevo scritto prima.anch’io penso che la partecipazione e l’incontro siano i veri valori di questa iniziativa, insieme abbiamo proposto e vissuto “cultura”, quella viva che sa emozionare e che svela quello che stiamo ricercando. grazie a tutti, grazie a ogni gruppo che ha offerto il suo lavoro, le sue idee e sogni, con passione. ho vissuto la gratuità dello sperimentare, del ricercare e del condividere con altri “sconosciuti” un’intimità che mi ha dato energia e mi ha fatto stare bene. la selezione è un aspetto che non deve disturbare il clima complessivo e lo stile dell’evento , è la nostra sensibilità artistica che sa apprezzare che dà i veri significati alle esperienze di tutti.
Grazie quindi a tutti quelli che non hanno avuto un riconoscimento ufficiale, ma che rimangono nelle nostre memorie come emozioni, ironie, immagini luminose…un abbraccio a tutti giuliana di galvani milano.un bacissimo per i bambini di s.quirico

giovanna cargioli scrive:
2 giugno 2011 alle 06:18
i premi.. bella discussione su fb.
vorrei aggiungere un concetto che guida sempre il mio lavoro con i ragazzi e nello sport e nel teatro:
i risultati di una squadra o di un gruppo saranno sempre e comunque migliori se tutti i componenti sono collaborativi alla costruzione di un progetto.tutti devono esserne parte integrante.
nel teatro, poi, se i docenti somministrano solo formulette da realizzare i ragazzi saranno distanti da ciò che devono esprimere e non trasmetteranno MAI alcuna emozione.
tramite la consapevolezza si raggiungono risultati migliori.

francesco montagna (Lilla) scrive:
2 giugno 2011 alle 08:39
“Se io do una moneta a te, e tu ne dai una a me, ognuno di noi ha una moneta. Se io do un’idea a te, e tu ne dai una a me, ognuno di noi ha due idee”.
Io credo che i premi siano stati solo il modo per convincere i presidi a farci paartecipare.Per come la vedo io questa è stata una grande occasione per mostrare ai ragazzi un mondo che prima ignoravano,non perchè non lo conoscessero ma proprio per volontà di ignorare alcuni aspetti e alcuni punti di vista così in conflitto con i propri.
La vera educazione è insegnare a pensare,non COSA pensare ed è un principio che la scuola e molti professori “all’antica” non attuano,perciò credo che questi eventi,premi,rassegne,scampagnate o come le si vuol chiamare le si chiami siano fondamentali percercaare di colmare questa grande lacuna.

Rossana (scuola Piaget La Spezia) scrive:
2 giugno 2011 alle 20:20
Carissimi
Che piacere e che batticuore sentire il nome della nostra scuola tra le nomination! Non abbiamo poi vinto ma, veramente, non importa….è anche troppo per chi, come noi, fa tutto “in casa” e non si avvale di collaborazioni di esperti o compagnie teatrali…Vorrei invece condividere con voi una grande gioia che il teatro mi ha dato: sto per andare in pensione (anche se continuerò a collaborare per il laboratorio) e , dopo la rappresentazione dello spettacolo in un teatro nella nostra città, è accaduto un miracolo: sono saliti sul palco a rendermi omaggio tutti gli ex alunni (dal 97 ad oggi!!!) che hanno fatto teatro con me nella scuola Piaget. Ho ricevuto decine di abbracci e tutti, ma proprio tutti, ricordavano il laboratorio teatrale come una delle esperienze più belle della loro vita…Credo che questo fatto sia di incitamento per tutti i colleghi che condividono con me questa passione a continuare nonostante le difficoltà…questo è il premio migliore!!
E che le Rassegne come la vostra continuino!!
Un abbraccio a tutti!

Premio Gaber scrive:
3 giugno 2011 alle 21:13
Volevo fare un altro tipo di intervento, ma credo che nulla sia immediato come un esempio.
Mettetevi comodi … non sarà indolore!
Un po’ di anni fa ero spettatore ad una “importante” rassegna di teatro in Italia ed ebbi la “fortuna” di assistere alla rappresentazione dello spettacolo vincitore: “Pinocchio”, scuola elementare, credo una classe quinta o al massimo una quarta.
Costumi?
Tantissimi!
Bellissimi!
Scenografie?
A non finire!
Sontuose!
Foreste, oceani, balene …
Ragazzi miei, non mancava proprio niente!!!
Drammaturgia di …
Regia di …
Com’era lo spettacolo?
Una più che perfetta rappresentazione di uno stupendo Pinocchio di Collodi!!!
Durata?
2 ore!
120 minuti!
Dopo 1 ora e 30 (90 minuti) il protagonista fu SOSTITUITO!
D’altro canto anche una partita di calcio prevede le sostituzioni, perché non il teatro?
Il bambino che usciva era moribondo!
Quello che entrava, buttato dentro ad una storia che fino a quel momento non aveva creato/partecipato.
Ma a parte questo episodio, lo spettacolo fu bellissimo.
Perfetto!
Bambini che recitavano migliaia di battute senza una pecca, con posizioni precise, geometrie di palco e dinamiche perfettamente rispettate.
Ed avevano solo 9 o 10 anni!
Ed infatti, quello spettacolo così perfetto, vinse!
Ritirò il Premio il Pinocchio numero 1.
Mi verrebbero delle facili ironie non pertinenti sul Pinocchio numero 2, ma evito di sviare il discorso.
Successivamente, mi capitò di ragionare sullo spettacolo per molto molto tempo.
Quella favolosa rappresentazione mi stonava.
Ma perché?
Perché uno spettacolo così ben ingegnato e riuscito non aveva lasciato una sensazione di piacere?
Chissà?
Forse perché continuavo a pensare a quel bambino che teneva uno degli alberi.
120 minuti a tenere un albero!
Mai una battuta.
Mai un intervento.
E quando l’albero gli cadde di mano al minuto 82?
Tutta la platea a ridere.
Ridevano di lui?
Ridevano dell’accaduto?
Ridevano.
E lui avrà avuto la maturità per sdrammatizzare ciò che era successo?
Evitando di sentirsi una nullità davanti ad un compagno di classe/Pinocchio così perfetto.
Un compagno davanti al quale tutto il pubblico rideva in continuazione.
Tutto il pubblico che pendeva dalle sue labbra.
Che lo applaudiva in continuazione.
Che lo osannava!
E lui non era stato “neppure capace di tenere un albero per 2 ore”!
TEATRO EDUCAZIONE?
TEATRO SHOW?
TEATRO DIFFERENZA?
A chi era stato dato il ruolo di Pinocchio?
Ovviamente al bambino più sveglio.
A colui che poteva far vincere l’importante rassegna alla scuola con quello spettacolo.
E chi ha tenuto l’albero?
Temo che l’albero fosse stato dato in “dono” al bambino con maggiori difficoltà.
E alla fine dei salmi … il bambino più sveglio ora è ancora più sveglio e ha pronto un futuro di ferro.
Ma il reggialbero?
Che funzione ha il Teatro nella Scuola?
Mi ha mandato un messaggio – purtroppo privato – un’insegnante che voleva comunicare questo: “L’esperienza fatta al Premio mi ha aperto gli occhi. Ora credo di aver capito a cosa serve il Teatro nella scuola e quanto grandi siano le mie lacune. Devo studiare per DARE ai miei ragazzi … bla bla ba”.
Ognuno tiri le proprie conclusioni.
p.s. dopo aver visto quel Pinocchio ho terminato i miei interventi di Teatro nella scuola … gli assomigliavano troppo.
Ciao, Alessandro.

giovanna cargioli scrive:
4 giugno 2011 alle 12:38
e già… e già…
martedì scorso ho assistito ad uno spettacolo di fine anno di una suola… ho visto un.. PINOCCHIO..
ai colleghi che mi chiedevano assensi ho detto che non si può far uso esclusivamente delle capacità individuali… andando a cercare le “eccellenze” di una scuola..” ma tu che hai costruito?”
mi sono accapparrata molti non saluti..pazienza..
grazie per avermi confortato nelle scelte che faccio.. i più deboli devono essere aiutati da me e dai loro compagni per acquisire qualcosa che ancora non possiedono….
facile insegnare ai “bravi”! e gli altri? sottocultura?

giovanna cargioli scrive:
4 giugno 2011 alle 12:52
siccome nella esigua esperienza di “attrice” mi è toccato spesso l ‘albero, ai miei alunni, per quanto posso, cerco di dare spazio…

caterina grisanti scrive:
4 giugno 2011 alle 14:26
Caro Alessandro, sfondi porte aperte da molto tempo.
Il teatro nella scuola, o Teatreducazione,, ha linee pedagogiche e formative ben chiare e definite; ci sono stati decenni di corsi , seminari, stage, pubblicazioni, articoli, … ciò di cui tu porti testimonianza non è teatro della scuola, e forse, azzardo a dire, non è nemmeno teatro.
Poi è chiaro che ognuno fa, sbaglia, corregge, magari pure in buona fede, ma insomma…
Da parte nostra (esperienza di Ancona) non avremmo RI-partecipato se la rassegna avesse avuto quell tipo di proposta.
Su altre cose invece vorrei confronatrmi con te, ma per questo, di manderò un messaggio.
un caro saluto

Elisa (liceo Della Rovere, Savona) scrive:
7 giugno 2011 alle 14:09
Io penso che il secondo posto ex aequo con i ragazzi di Oristano (che purtroppo non abbiamo potuto conoscere) possa dare al nostro Gruppo una spinta in più per migliorarci, per criticare ed essere criticati sportivamente e trasmettere il nostro messaggio con più forza, più grinta e determinazione…il secondo posto è un punto di partenza!
Un saluto caloroso saluto a tutti!

enrica mallo scrive:
18 giugno 2011 alle 18:19
Una piccola provocazione: “l’importante è partecipare” … Di solito chi ritorna a casa “perdente” si ripete ossessivamente questa massima per darsi un contegno, per dire che “è andata bene lo stesso” anche se avverte un gran senso di fallimento. La verità è che importante è anche vincere!… Ma chiariamoci sul significato del vincere. Si “vince”, a mio avviso, quando si cresce con l’idea di non saper far nulla o ben poco, e poi si scopre di saper affrontare uno spazio “senza rete” (quello teatrale) e di sentirsi forti e a proprio agio. Si “vince”, quando scopri che il mondo non è solo il tuo quartiere e che gli altri sono belli e sani e ti riconoscono per il tuo valore di persona e… non solo perchè ti stanno crescendo le tette… Si “vince” quando scopri il confronto, aperto su un terreno comune con altri, che lo calpestano non per venirti addosso ma per incontrarti a cuore aperto. E si “vince” quando ci si sente nel posto giusto per poter gioire dei successi altrui perchè meritati. Aver ricevuto la nomination e una segnalazione speciale per la tematica, ci ha commosso e riempiti di gioia … Non perchè “abbiamo vinto” ma perchè siamo stati riconosciuti… Ed è un mondo che si apre ai nostri occhi e ci sorride…

Premio Gaber scrive:
19 giugno 2011 alle 12:27
Chapeau, Enrica.
Ci ritroviamo in pieno nelle tue parole … o come dir si voglia “siamo stati riconosciuti”!
Grazie.
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23-05-2013, 11:31 AM
Messaggio: #3
RE: Il Primo e l'Ultimo
E anche quest'anno è finita....come tutte le cose belle che finiscono troppo presto!
Grazie a tutti ragazzi! Grazie allo Staff ( ma di quanti chili siete dimagriti?)...grazie a tutte le scuole, soprattutto a quelle che hanno condiviso l'esperienza negli stessi giorni nostri e che hanno aperto con noi un costruttivo confronto....bravi tutti veramente...e non è retorica! ABBIAMO VINTO TUTTI!!!
ROSSANA
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18-05-2014, 09:14 AM
Messaggio: #4
RE: Il Primo e l'Ultimo
Prima di partire per Grosseto il Giornale di Vicenza ha pubblicato il nostro comunicato stampa che informava la città della nostra presenza al Premio Gaber. Il caporedattore aveva intitolato "Fabbricateatro al Premio Gaber. Che bella vittoria!" E io ho pensato... cavoli... sembra che abbiamo già vinto prima ancora di partire! I soliti titoli per attirare l'attenzione! Ora invece penso che quel titolo sia stato premonitore... sì... è stata una bella vittoria! Il viaggio lunghissimo, la sosta in spiaggia, l'arrivo... gli incontri, gli spettacoli... le bottiglie di vino... gli abbracci, i canti... e tutto. Già... una bella vittoria... sì, proprio una bella vittoria!
Ketti
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18-05-2014, 01:07 PM
Messaggio: #5
RE: Il Primo e l'Ultimo
tempo. chi ha vinto quindi ? e se volessi vedere le opere dei vincenti ?
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19-05-2014, 11:14 AM
Messaggio: #6
RE: Il Primo e l'Ultimo
Smoke ... eheheh ... fabbrica/Ketti parlava di un altro tipo di vittoria.
Quella che, se guardi dentro, dovresti sentire anche tu ... non è così?

Qui sta nascendo qualcosa di grande carissimi.
Si respira una bella aria.
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19-05-2014, 03:17 PM
Messaggio: #7
RE: Il Primo e l'Ultimo
ahhhh chiedo venia ,tutti questi discorsi su criteri di valutazione e significato del premio mi hanno tratto in inganno

vincere delle belle emozione, è infondo l'unico premio che non va via. che sarà un nostro sorriso ogni volta che ci penseremo
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