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Ancona - “Volterra-Elia”
08-05-2012, 10:41 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 09:15 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Ancona - “Volterra-Elia”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Volterra-Elia.jpg]

Regione: Marche
Provincia: Ancona
Località: Ancona
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "Volterra - Elia"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Pasorammstein
Referenti interni: Gemma Avio e Antonella Lodi
Referenti esterni: Simone Levantesi

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 11.00 di oggi 8 maggio i ragazzi dell’ITIS “Volterra-Elia” di Ancona hanno presentato il loro lavoro intitolato “Pasorammstein”. I 25 ragazzi coinvolti nella laboratorio trasversale multiclasse sono stati coordinati dalle professoresse Gemma Avio e Antonella Lodi che a loro volta sono state coadiuvate nel progetto dall’operatore esterno Simone Levantesi

I ragazzi anconetani sono alla seconda partecipazione al Premio – l’anno scorso hanno presentato “Silence” – e con il presente lavoro hanno indagato il concetto di vuoto. ‘Pasorammstein’, ultimo lavoro di una trilogia, è infatti uno studio sul vuoto: il vuoto lasciato da un oggetto, il vuoto dello spazio, la sensazione di vuoto nell’esperienza quotidiana. La ricerca di questo vuoto che nasce dall’esigenza maturata dal gruppo teatrale di ritrovare una coscienza purificata.

Un laboratorio partito dall’ascolto e dalla conoscenza della musica dei Rammstein e dalla lettura dei testi di Pasolini, con l’intento di incoraggiare discussioni e improvvisazioni e che si è avvalso anche di un laboratorio tecnologico-creativo per scenografie ed effetti speciali. Sul palco i ragazzi mettono in piedi scene prevalentemente corali che descrivono situazioni quotidiane, e ne pongono in luce i lati più surreali e inumani. Ogni momento, ogni età ha il suo vuoto. Fino a quello lasciato e introdotto dalla morte.

Il simpatico e interessante [aggettivi a caso] progetto proposto dai ragazzi marchigiani ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè Cammarata (AG), Carbonia (CI), Cagliari, Torino e i ragazzi greci della "Deskeio Junior High School" di Parga.

L'INTERVISTA

Alle ore 18.30 di oggi, 8 maggio, l’istituto Superiore “Volterra-Elia” di Ancona ha tenuto la tradizionale intervista, al secondo giorno di Premio e dopo aver presentato il proprio spettacolo “Pasorammstein”.

“Siamo molto contenti di essere venuti qua. Un’esperienza che ci è piaciuta molto anche l’anno scorso. Gli spettacoli non sono stati dei migliori, ma ci siamo divertiti. Il premio è principalmente un modo per socializzare, stare insieme, per capire gli stili degli altri, per vedere se dagli altri possiamo migliorare noi stessi. Ci sono piaciuti molto gli spettacoli che abbiamo visto”.
“In merito alla competitività, è difficile mettere a confronto spettacoli con tematiche così diverse. Ognuno di noi rappresenta solo la propria opinione. Per questo non esiste.”
“Naturalmente la crescita è si come gruppo teatrale – cioè: la competizione che fa migliorare la propria performance – ma soprattutto come persone. Una crescita a livello personale: ci sono molti spunti di riflessione personali (ad esempio nello spettacolo di Torino). Anche il fatto di stare insieme a persone che hanno la stessa passione, è un fato molto positivo”.
Secondo qualcun altro “quello che è bello è la libertà di espressione: in questo spazio mi sento libero, in questi 3-4 giorni che sto qui. Non ci sono pensieri ma solo la libertà di fare il proprio spettacolo su quello che uno pensa. Quindi libero”.
“Con lo spettacolo abbiamo voluto rappresentare in astratto un’assenza. Ed esiste: anche se non c’è, esiste. È da lì che nasce tutto”. “Pasorammstein è volto a descrivere la situazione di assenza”. “Abbiamo fatto una sessantina di scene e quelle che abbiamo poi portato nello spettacolo erano fatti di vita vera. Ognuno di noi ha portato almeno una scena che ha vissuto veramente”.
“Il tema è quello dell’assenza perché è il culmine di una trilogia: l’anno scorso era ‘Silence’, l’anno prima uno spettacolo che aveva per tema centrale del buio. Quindi di mancava un’altra assenza fondamentale. Anche i tre sensi sono l’antitesi di queste tre assenze. Speriamo di essere riusciti a spiegare quello che pensavamo”. “Quello che avevamo da dire su questo argomento l’abbiamo già detto sul palco. Siamo noi a parlare, non siamo attori ma persone su un palco”.
“Per Ancona lo spettacolo ha un riferimento geografico preciso: un parco-cimitero (il “Cimitero di Polacchi”) che con le sue lapidi simmetriche si caratterizza ad Ancona”. “Nei nostri spettacoli non c’è un protagonista – e neanche una vera trama. Non si può dire ‘che ruolo faccio’, stavolta siamo stati noi stessi”.
“Il teatro ti cresce moltissimo a livello psicologico”.
Per tornare a parlare del vuoto e delle relazioni “si esiste soltanto essendo, in questo modo si riempie con l’esistenza il vuoto. Certamente si deve essere se stessi, non recitare nella vita. Il vuoto non è un valore negativo: è soggettivo. D’altra parte il vuoto è in potenza l’esistenza”. “Per avviare questa esistenza non è necessario toccare il fondo: in ogni caso anche se lo si tocca non i deve essere la disperazione, ma la serenità di ripartire – e riempire il vuoto che si è creato”.
“Se uno ha un problema, non si deve demordere alla prima difficoltà: io ho mollato subito,ma dico non fate l’errore che ho fatto io!”

“Un in bocca al lupo a tutti quelli che devono fare lo spettacolo un complimento a chi già l’ha fatto. E speriamo di vederci l’anno prossimo!”
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