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Oristano - “Othoca”
08-05-2012, 01:43 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 09:12 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Oristano - “Othoca”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Othoca.jpg]

Regione: Sardegna
Provincia: Oristano
Località: Oristano
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "Othoca"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Erkidòs
Referenti interni: Mariano Pisanu
Referenti esterni: Giampietro Orrù della cooperativa teatrale "Fueddu e Gestu"

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 14.00 di oggi 8 maggio i ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Othoca” di Oristano sono tornati al Premio Premio Gaber presentando il loro spettacolo dal titolo “Erkidòs”. I 27 ragazzi hanno partecipato al progetto sotto la direzione del professore Mariano Pisanu che si è avvalso anche dell’aiuto di Giampietro Orrù della cooperativa teatrale Fueddu e Gestu di Villasor (CA).

Il lavoro si propone come una serie di “corti” teatrali in cui i personaggi dell’erchitu (una specie di minotauro) della musca machedda (un mosca gigantesca portatrice di peste) e del riso sardonico (la morte col sorriso sulle labbra) si presentano, come in una visione, nella duplice veste di esseri fantastico-mitici e di persone che vivono nel quotidiano come tutti gli altri.

Un narratore introduce le scene corali dal forte impatto coreografico - accompagnate da musiche semplici ed altamente evocative - raccontano e fanno rivivere storie contadine dal sapore antico. Parlare del passato per capire e migliorare il presente: questa è la chiave di lettura della proposta dei ragazzi di Oristano.

Il coinvolgente e appassionante lavoro proposto dai ragazzi sardi ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè Ancona, Torino, Cagliari e Carbonia (CI).

L'INTERVISTA

Alle ore 10.00 di oggi, 4 maggio, l’istituto Superiore “Pirandello” di Carbonia (CI) ha tenuto la tradizionale intervista, al secondo giorno e prima di presentare nel pomeriggio il proprio cortometraggio.

“La tematica principale è la libertà e le maschere che l’uomo utilizza a seconda della situazione: non si è mai se stessi fino in fondo. La professoressa ha scritto il testo insieme a noi: i cameraman sono stati due professori”. “Abbiamo collaborato un po’ tutti insieme per arrivare la prodotto finale”. “Questa esperienza al Premio è molto positiva: abbiamo conosciuto un sacco di altre scuole, socializzato… e anche approfondito la conoscenza di Gaber. Soprattutto è apprezzabile perché era diretto e non aveva peli sulla lingua. Noi ci siamo ispirati a ‘Cerco un gesto, un gesto naturale’ per il nostro cortometraggio”. Il fatto è che per farci accettare dalla società dobbiamo indossare queste maschere. Sono maschere che non abbiamo nemmeno la percezione di avere”.
“Siamo alla nostra prima esperienza di lavoro cinematografico. Alla nostra prima rassegna”.
“In Sardegna stiamo bene: abbiamo il mare. E poi siamo molto ospitali.”
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