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Grosseto - “G. Rodari”
16-05-2012, 01:26 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-10-2012 09:50 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Grosseto - “G. Rodari”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Rodari.jpg]

Regione: Toscana
Provincia: Grosseto
Località: Grosseto
Ordine e grado: Scuola Primaria
Denominazione: "G. Rodari"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: La ricerca della felicità
Referenti interni: Rossana Lipparini
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 14.00 di oggi 16 maggio i ragazzi delle classi 3^ A e 3^C della Scuola Primaria “Gianni Rodari” di Via Giotto 1° circolo di Grosseto, hanno presentato il progetto intitolato “La ricerca della felicità”. Al progetto hanno partecipato i 126 ragazzi coordinati dalla professoressa Rossana Lipparini coadiuvata dall'operatore esterno Mimmo Saracino.

Lo spettacolo – un atto unico di 20 minuti – prevede cinque quadri (in questa occasione ne verranno rappresentati solo 2) definiti a partire dalla lettura dell’opera “Il piccolo Principe” di Saint-Exupéry. I temi affrontati sono principalmente quelli del viaggio e della scoperta del sé e dell’altro da sé, incontrando i vari personaggi-stereotipi (quasi simbolici), e l’importanza dei legami affettivi, considerati come necessità umana.

Sono varie le tecniche espressive utilizzate dai ragazzi grossetani per mettere in scena le varie vicende del racconto sul palco: la danza (fortemente supportata dalla musica) che serve a creare coreografie suggestive; le luci (è previsto anche l'utilizzo di torce) e naturalmente la recitazione (con testi estremamente fedeli all'originale). Si tratta di un lavoro corale, solo apparentemente incentrato sul Piccolo Principe come protagonista.

Il simpatico e coinvolgente progetto proposto dai ragazzi piemontesi ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè Crotone, Castelpetroso (IS) e Santa Fiora (GR).

L'INTERVISTA

Alle ore 11.00 di oggi, 18 maggio, la classe 3^ D delle elementari “Rodari” di Grosseto ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato due giorni fa lo spettacolo dal titolo “Alla ricerca della felicità”.

“Il nostro spettacolo parla di un ragazzo – all’inizio un bambino – che prima vuole fare un disegno, ma nessuno lo capisce. Poi cade con l’aereo nel deserto e lì incontrò il Piccolo Principe che gli raccontò tutta la sua storia… [è la storia del Piccolo Principe, NdR] noi l’abbiamo modificata: la parte che noi abbiamo fatto del Piccolo Principe non c’era nel libro. Abbiamo aggiunto le persone che hanno fretta senza sapere dove andare. Alla rassegna che faremo il 23 faremo il nostro spettacolo completo – senza tagli – e allora saremo emozionantissimi. Non c’è un personaggio principale, facciamo tutti il nostro ruolo e siamo tutti importanti”.
“Con questa emozione abbiamo fatto qualche errore, a qualcuno sembrava che tremasse il palco. L’emozione che abbiamo provato non è descrivibile: è grande. Provavamo paura, vergogna, felicità… eravamo anche tesi di rappresentare il nostro spettacolo alla rassegna [il Premio Gaber, NdR]. E allora abbiamo anche sbagliato qualcosa, nei balletti, nelle entrate… ci sentivamo bloccati. Comunque tutti ci siamo aiutati. Poi quando facevamo gli errori pensavamo ‘come si fa a vincere se abbiamo sbagliato!?’. Comunque per noi non è la primissima volta: abbiamo già fatto teatro: dalla prima elementare.”
“L’importante è partecipare, non vincere. Poi si sarebbe più contenti se si vincesse… comunque partecipare è bello quanto vincere. Quando uno sale sul palco sembra di essere soli in ogni momento: cioè, al centro dell’attenzione. L’importante non è vincere ma stare tutti insieme e stare bene”.
“Ci siamo trovati molto bene insieme. Ci siamo aiutati fin dalle prove. Abbiamo cominciato il lavoro a gennaio. Ora ci sentiamo ancora più uniti”.
“A noi dispiace molto di più perdere un amico o un’amica che vincere una rassegna. E poi se vinciamo mi dispiace un po’ per gli altri che hanno perso. Alla fine il vero premio sono gli amici, l’amicizia l’esperienza che abbiamo fatto”.

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Alle ore 12.00 di oggi, 18 maggio, la classe 3^ B delle elementari “Rodari” di Grosseto ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato due giorni fa lo spettacolo dal titolo “Alla ricerca della felicità”.

“Nel Piccolo Principe ci siamo divertito molto. È il terzo anno che facciamo teatro. Per l’emozione, per lo stimolo di fare teatro e divertirci. Le emozioni che proviamo sono gioia, felicità, un po’ di para di sbagliare, vergogna (ci sono tante persone a guardarci), imbarazzo. Poi però, quando ‘prendi via’ fai tutto a meraviglia, praticamente. Dopo lo spettacolo ci siamo sentiti più uniti”.
“L’idea di fare lo spettacolo ce l’hanno data le maestre. Rispetto alla storia originale c’erano delle differenze – il cacciatore, il treno… – gli abbiamo fatto queste aggiunte per far partecipare e accontentare tutti, perché tutti si vuole aere una parte importante nella recita. Secondo noi tutte le parti hanno la stessa importanza. Tutti devono avere il diritto di essere felici per la partecipazione”.
“Noi vogliamo vincere, ma crediamo che l’importante sia partecipare. Certo, vincere è un’emozione grande quindi è meglio. Naturalmente proviamo emozione anche quando recitiamo”.
“Abbiamo fatto il laboratorio e Diletta ci ha fatto giocare coi suoni, con il domino – ci disponevamo in cerchio e uno alla volta entravamo dentro al cerchio con dei suoni e dei gesti e tutti dovevamo farli - con la palla immaginaria e poi ci ha fato cantare. Poi dovevamo metterci in cerchio con gli occhi chiusi, senza guardare. Questo ci è piaciuto molto, perché c’era la maestra che ci faceva scorrere come una catena. Poi ci sono piaciuti anche i suoni, i tempi della musica. Anche il gioco del tappeto magico immaginario che noi ci muovevamo e facevamo dei suoni”.
“Ci piace molto cantare, anche se a volte ne proviamo vergogna – come per recitare – comunque proviamo gioia e felicità”.
“Nel nostro spettacolo balliamo anche. A qualcuno non piace: c’è chi si è vergognato – un bambino si è vergognato tanto a una festa a Montelaterone perché tutti ballavano e lui non era capace”.
“Il nostro insegnante di ballo è Mimmo. Tra cantare, ballare e recitare ci piace più recitare, perché stiamo raccontando le storie in modo diverso: tutti insieme (che si muovono e fanno dei gesti) e anche perché si parla davanti a tante persone. C’è a chi piace cantare perché è bello fare il coro. C’è invece chi ama ballare – anche se lo hanno mandato a scuola di calcio – perché dà una sensazione di gioia e ci si esprime bene”.
“Noi facciamo teatro dalla 1^ e abbiamo fatto molte recite: la prima era ‘Pinocchio’, il secondo era ‘Il mago di Oz’ e poi questo. Il prossimo ci piacerebbe fa ‘i Pokemon’, oppure ‘La fabbrica di cioccolato’, ‘Matilde’, ‘Cenerentola’ o anche ‘Il tesoro delle Bermuda’, o ‘l’Odissea’…”

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Alle ore 15.00 di oggi, 18 maggio, la classe 3^ E delle elementari “Rodari” di Grosseto ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato due giorni fa lo spettacolo dal titolo “Alla ricerca della felicità”.

“Il nostro spettacolo è il Piccolo Principe. Non l’abbiamo fatto proprio uguale: prima abbiamo letto il libro poi abbiamo cominciato a fare le prove a gennaio. Alcune cose sono rimaste uguali, ma per il resto è cambiato. I balletti ce li ha fatti Mimmo [l’operatore esterno, NdR]. Ci siamo divertiti e lo spettacolo è stato fatto dalla maestra Rossana e Mimmo”.
“Ci siamo molto divertiti a far questo spettacolo: ci siamo divertiti a fare il balletto. Ci sono molto piaciuti la parte dei cacciatori e [una parte del loro spettacolo che è stata tagliata per motivi di tempo, NdR] gli applausi della gente. Ci è venuta un po’ di emozione, anche se sapevamo cosa si doveva fare”. Poi a qualcuno è “piaciuta la parte delle rose, che era più movimentata, poi rivcvevere tutti quegli applausi è stata un’emozione”.
“Ci siamo divertiti perché eravamo tutti insieme. Le nostre parti, poi, erano molto comiche: molte facevano ridere”.
“A noi p piaciuto il lavoro di squadra: abbiamo lavorato tutti insieme, abbiamo fatto tutte le parti che ci avevano assegnato. Una cosa che non ci piaceva del teatro è che il palcoscenico [a Grosseto, NdR] era in discesa ed era pericoloso.”
“L’emozione che abbiamo provato è stata soprattutto felicità. All’inizio anche vergogna. È passata quando si è scesi dal palco”.
“C’è chi si vergognava perché tutti lo guardavano in faccia. C’era il pubblico che ci fissava. Prima dello spettacolo provavamo tensione e insieme felicità. Avevamo tensione anche perché non sapevamo come fare farci applaudire”.
“Lo spettacolo che abbiamo visto stamattina (lo ‘Schiaccianoci’ dei ragazzi di Milano) ci è sembrato molto bello, con tutte quelle verdure e cose da magiare. Poi ci è piaciuta la macchina del pane e la canzone finale. È stata molto divertente anche quando lo schiaccianoci [che aveva mangiato al fast-food]” era ingrassato e pieno di ‘bollicini’. Ci ha fatto ridere anche quando c’aveva il tappo del vino e l’ha fatto cadere”.
“Dello ‘Schiaccianoci’ non ci è piaciuta la parte di MagoVerdurino. Ad altri non è piaciuta la parte della nonna – perché ci faceva paura.”

Un saluto: “Ciao!”
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