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Montagnana (PD) - “San Benedetto”
04-05-2012, 01:44 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 10:23 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Montagnana (PD) - “San Benedetto”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20San Benedetto.jpg]

Regione: Veneto
Provincia: Padova
Località: Montagnana
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "San Benedetto"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Reality shows… more than you think!
Referenti interni: Lara Lorenzetto
Referenti esterni: Marco Mattiazzo

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

I ragazzi dell’Educandato Statale “San Benedetto” di Montagnana (PD), comprendente il Liceo Classico Europeo, il Liceo delle Scienze Sociali e l’Istituto Tecnico Commerciale, alla loro seconda partecipazione al Premio Gaber alle ore 14.00 di oggi 4 maggio hanno presentato il loro lavoro dal titolo “Reality shows… more than you think!”. I 12 ragazzi hanno partecipato al progetto sotto la direzione della professoressa Lara Lorenzetto insieme al regista Marco Mattiazzo.

Si tratta di una commedia – naturalmente in lingua, come è stato per “Macbeth: ovvero lo dicevo io che avevano un aspetto sinistro” durante la scorsa edizione – dal sapore british ambientata in un futuro immaginario su un’isola sperduta, dove la fanno da padrone nientemeno che gli antichi e potentissimi dei dell’Olimpo. In quel paradiso terrestre decidono le sorti del mondo.
La scena si apre con gli Dei classici - calati nei vizi e negli stereotipi moderni - protagonisti di una surreale festa di compleanno nella quale si festeggia addirittura Zeus. Tra abiti sgargianti, proiezioni video e un improbabile Freddy Mercury come donna di servizio, la festa va avanti.
Nel frattempo agiscono quattro misteriosi personaggi fuori scena (i soli a parlare in italiano), che sembrano essere gli unici a conoscere il triste esito dell'intera vicenda... una commedia che innesca un ragionamento sulla realtà e le sue abiezioni ed invita a prenderne coscienza per cambiare le cose.

Il divertente ed originale progetto proposto dai ragazzi veneti ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè Castelvetrano (TP), Firenze, Termini Imerese (PA), Verona e Vasto (CH).

L'INTERVISTA

Alle ore 9.30 di oggi, 5 maggio, l’Educandato statale “San Benedetto” di Montagnana (PD) ha tenuto la tradizionale intervista, al terzo giorno di Premio e dopo aver presentato ieri il proprio spettacolo.

“È stata un’esperienza un po’ diversa dall’anno scorso: ci siamo divertiti – o meglio: in tutte le esperienze abbiamo cercato il massimo del divertimento. Solo che abbiamo visto da voi dei cambiamenti: il clima era un po’ più teso – in generale. Ci sono più attività e sembra tutto più frenetico. Ci siamo trovati un po’ alle strette per certe cose, a disagio. Ad esempio durante il dibattito non c’è stato il giusto clima. Si è parlato di ‘Grande fratello’ e non di tante altre cose più importanti. Mancava un moderatore e non c’era un ordine per discutere bene. La ragazza di Termini Imerese (credevamo che fosse più piccola) ha fatto un bellissimo intervento.
Il dibattito è sembrato una messa inscena in cui le persone non esprimevano le proprie opinioni, ma opinioni di altri”. Inoltre “quest’anno gli interventi erano molto slegati l’uno dall’altro: non ci si ascoltava”. Per altro “tutto si è concentrato sulle prime file, i ragazzi in platea sono rimasti un po’ esclusi”. “Si è creato un brutto clima: avevamo anche paura di intervenire perché ci si sentiva giudicati. Così non è un dibattito costruttivo”. “C’è stata molta irruenza da parte di molte persone: si fermavano su alcuni argomenti, senza volontà di ascoltare e capire le altre idee”.
“Probabilmente tutto il caos si è generato anche perché c’era qualcuno che voleva mettersi in mostra, non fare un dibattito. Non c’erano domande e risposte: si saltava di palo in frasca.”
“Sarebbe stato bello se si fossero interessati al senso del nostro spettacolo”. “È dispiaciuto il fatto che vedessero l’inglese come un limite. Invece c’è la recitazione, le battute e l’inglese che è un elemento in più, non è una barriera”. “Abbiamo usato un'altra lingua, è vero, ma le idee rimangono quelle”.

Per quanto riguarda il lavoro presentato: “Abbiamo creato questa commedia che si capisce solo alla fine. Ti fa credere che il riflettore sia su una sere di personaggi, invece quelli che comandano entrano in scena dopo. Tutto è partito da un confronto sul tema da affrontare nello spettacolo. Siamo partiti dalla ‘crisi’ per finire poi ad una allegoria di mali e vizi attraverso gli dei dell’olimpo. Volevamo dire che il male domina, ma solo se glielo lasciamo fare. Tutti gli dei – tranne Mercury, che rappresentava il bene – personificano un vizio, un male. Questo per dire che siamo noi decidere come comportarci”. “La cosa più bella del progetto è stata che l’abbiamo seguito dall’inizio alla fine noi. Il tema di fondo di tutti i testi proposti era che ‘i media ci fanno credere quello che vogliono’ poi ognuno – dopo aver visionato testi e film – ha portato le proprie idee anche durante l’allestimento dello spettacolo”

“Ci sono molto piaciuti gli spettacoli di Verona e quello di Termini Imerese [“Palmeri”] per le tematiche affrontate e come sono state affrontate. Ma abbiamo anche molto apprezzato il lavoro di Vasto, soprattutto per il percorso che hanno dovuto intraprendere per arrivare fino a qui”.
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