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Francavilla Fontana (BR) - “V. Lilla” [cine]
07-05-2012, 09:22 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 11:03 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Francavilla Fontana (BR) - “V. Lilla” [cine]
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Lilla.jpg]

Regione: Puglia
Provincia: Brindisi
Località: Francavilla Fontana
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "V. Lilla"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Cinema
Titolo del progetto: Il Messia
Referenti interni: Daniela Epifani
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Oggi, 7 maggio, i ragazzi dell’IISS “V. Lilla” sez. Classico Francavilla Fontana (BR), alla loro seconda partecipazione al Premio, alle ore 10.00 hanno presentato all’interno della sezione cinema il loro lavoro dal titolo “Il messia”.
Alla realizzazione del filmato hanno lavorato in un progetto multiclasse 11 ragazzi sotto la guida della professoressa Daniela Epifani.

Il tema affrontato nel cortometraggio – cinque tempi per un totale di 20 minuti – è quello dei valori imprescindibili che l’uomo pare abbia smarrito nel corso della sua storia. È emblematica, quindi, la figura del Messia che diventa lo specchio di questa trasformazione e della crisi di valori: il Messia di oggi è sostanzialmente un uomo d’affari, completamente a suo agio in una società in cui le persone inseguono la gloria e il denaro facile. L’incontro finale con il “Cristo del passato” chiarisce il diverso peso delle due figure e soprattutto il diverso rapporto che ognuno di loro ha con la Natura.
Un corto caratterizzato da dialoghi scarni ed essenziali. Le immagini utilizzate per la narrazione sono fortemente emblematiche e cariche di significato.

Anche le altre scuole presenti in sala, e cioè Francavilla Fontana (BR) e Venosa (PZ), hanno molto apprezzato il lavoro dei ragazzi brindisini, sicuramente intenso ed impegnativo.

L'INTERVISTA

Alle ore 11.30 di oggi, 7 maggio, l’istituto Superiore “Lilla” di Francavilla Fontana ha tenuto la tradizionale intervista, dopo aver presentato il proprio cortometraggio “Il messia”.

“L’intento del nostro corto è una denuncia sociale. Non tanto lamentarci semplicemente, che è scontato, ma più il fatto di mostrare al pubblico come è in realtà vista la realtà, la quotidianità. In questo corto anche se può sembrare pessimistico, c’è speranza di cambiamento. Il Cristo – in quanto personaggio storico – rappresenta il tempo, come fattore che modifica l’uomo e le sue usanze e modi di vivere; il messaggio che si vuole lasciare è che si può cambiare se si vuole ed è il tempo che ce ne dà l’occasione: la scena delle studentesse legate alle funi rappresenta dei burattini, vorremmo liberarci da questa situazione di non poter cambiare”.
In realtà non tutti i giovani si ‘lamentano’. Non tutti ne hanno coscienza.
“Questo corto è anche un campanello d’allarme: molti ragazzi vivono soltanto la loro realtà. Vivono la loro realtà passivi, legati. Ma non lo fanno coscientemente. Pensano di non poter cambiare la loro condizione. Probabilmente perché non conoscono quello che potrebbero fare in un’altra condizione”. “Questo corto è un po’ uno sprone a svegliarsi e a capire cosa ci succede intorno”.
In merito alla situazione familiare riunita a pranzo che può essere vista come positiva: “è qualcosa che smuove, una situazione che tendenzialmente è positiva ma può essere alienante in certe condizioni”. “La scena dello sparo nel bosco riprende un po’ la tematica della ‘Guerra di Piero’ cioè uccidere una persona senza motivo, soltanto per la violenza”.
“Da questa situazione togliendoci i fili. Prendere coscienza, svegliarsi e quindi passare alla messa in pratica”. Come si può propagare il vostro messaggio e cominciare a fare qualcosa? “è difficile: dovremmo rischiare tutti insieme nello stesso momento”. “Intanto adesso ci siamo resi conto concretamente che non siamo gli unici a pensare a queste cose. Poi bisogna essere disposti e capaci di rischiare. Siamo esseri umani: l’agire deve essere l’unica soluzione. Manca solo il fatto di essere messi alle corde – ma forse ci siamo già”. “I nostri mezzi sono poveri, la maggior parte delle volte gli adulti vedono le nostre istanze come semplici urla e inutili lamentele”.
“Questa voglia rivoluzionaria rimarrà fino a quando non arriverà la sicurezza economica. Quella calmerà la spinta”. “L’ultima scena [il messia moderno che affonda nel mare mentre quello del passato rimane sull’acqua, NdR] può avere un’interpretazione pessimistica: si può solo affondare. In realtà il cristo del presente affonda – non può fare altro – mentre quello del passato rimane fuori, senza giudicare”. “Per andare avanti bisogna trovare la speranza: prima la speranza, poi il coraggio, poi prendere coscienza, poi tagliare i fili e liberarsi”. “L’importante è che dopo aver fatto una manifestazione non deve rimanere tutto lì”. “Pensiamo che cinema e teatro siano dei buonissimi mezzi per cominciare a fare qualcosa. Oggi il cinema è molto meno presente e importante di un tempo. Non si tratta di eliminare l’intrattenimento puro: diamo però più spazio a che ci può far crescere. Alla fine il punto centrale sono sempre i soldi. Probabilmente perché oggi per l’uomo sicurezza significa soldi”.
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