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Venosa (PZ) - “Q. Orazio Flacco”
07-05-2012, 01:56 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 09:29 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Venosa (PZ) - “Q. Orazio Flacco”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Flacco.jpg]

Regione: Basilicata
Provincia: Potenza
Località: Venosa
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "O. Flacco"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: La buona novella
Referenti interni: Ernesto Miranda
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 14.00 di oggi 7 maggio le classi IIB, IID e IIID dell’I.I.S.S. “Q. Orazio Flacco” di Venosa (PZ), hanno portato al premio il progetto intitolato “La buona novella”. I 20 ragazzi hanno partecipato al progetto sotto la direzione del professor Ernesto Miranda.

Il lavoro è la messa in scena dell’omonima opera deandreiana. I brani dell’artista genovese sono eseguiti dal vivo dalla band del liceo e interpretati da cantanti che presteranno voce e corpo ai personaggi evangelici. Ogni pezzo sono introdotto da monologhi e dialoghi che hanno la funzione di rendere più fruibile il messaggio e più fluido lo scorrere dell’opera.

Ai musicisti - che eseguono con buona precisione l'accompagnamento musicale inserendo anche delle libere interpretazioni timbriche - è affidato il sottofondo per i vari testi letti e recitati, nei quali non vengono proposte soltanto le tracce dell'album di De André, ma ne viene anche offerta un'analisi e contestualizzazione Testi ancora - paradossalmente, per quanto scritti quasi sessanta anni fa e riferiti a vicende di due millenni fa - così attuali.

L’impegnativo ed emozionante progetto proposto dai ragazzi lucani ha riscosso molta attenzione anche da parte delle scuole presenti in sala, e cioè Francavilla Fontana (BR) e Ancona.

L'INTERVISTA

Alle ore 10.30 di oggi, 7 maggio, l’istituto Superiore “Q. O. Flacco” di Venosa (PZ) ha tenuto la tradizionale intervista, al secondo giorno di Premio e prima di presentare il proprio spettacolo nel pomeriggio.

“Come sempre ci differenzieremo – come l’anno scorso – con noi è un insieme di teatro e canzoni (quest’anno più canzone). Guidati come sempre dal professor Miranda abbiamo preparato una serie di canzoni legate alla Buona Novella di De André. Era un desiderio del professore: il compito era alquanto difficile, ma speriamo di riuscire”. Una ragazza dice che ringraziare “Il professore che gli ha fatto conoscere De André, perché non lo conoscevo a fondo.”
“Abbiamo scelto la ‘Buona Novella’ perché ci interessava indagare la tematica del Cristianesimo dal punto di vista di De André. Ci interessava capire bene il punto di vista di ‘un ateo innamorato di Gesù Cristo’ come si professava.”
De André sposta l’accento sull’etica del Cristianesimo: spinge non tanto sul messaggio religioso, ma su quello ‘rivoluzionario’: un esempio è la confutazione dei 10 comandamenti contenuta nel ‘Testamento di Tito’. “Molte delle canzoni di De André – anche al di fuori dell’album – sono riferite a questa figura. De André vede in Gesù non il figlio di Dio, ma l’uomo. Riconosce Cristo come pari, quindi riconosce la grandezza ciò che ha fatto ”.
“Sul rapporto tra Chiesa e Cristo: la Chiesa rappresenta l’istituzione, cioè quello contro cui lottava proprio Gesù. La Chiesa si è molto allontanata dagli insegnamenti di Cristo. Personalmente credo che ‘si predichi bene e razzoli male’ non preclude di crederci.” Anche se per altri “Al messaggio devono seguire i fatti.” In ogni caso “il punto focale del messaggio di Gesù, secondo De André, è l’umanità: era un semplice uomo che diceva le cose che avrebbe dovuto dire un Dio.”
“La contraddizione odierna è che Lui aveva predicato la povertà, mentre la Chiesa non sembra più seguire questa linea guida.”
Questo sembra rispecchiarsi anche nella politica.
“Forse perché se il sistema è corrotto uno finisce per esserne influenzato”. “In ogni caso non possiamo dire che solo perché esercitato da un uomo retto e giusto il potere diventa buono. In ogni caso l’esercizio del potere è qualcosa che limita le classi che non ne hanno accesso”.
“Nel fatto che la Chiesa – un’istituzione conservatrice – travisa il messaggio di Gesù – tendenzialmente rivoluzionario – sta una contraddizione e contemporaneamente la chiave del successo della Chiesa”.
“Oggi avevamo paura di fare l’intervista perché non c’era il professore. Così i gli Apostoli con Gesù. Abbiamo tutti bisogno di una guida, di un pastore. La Chiesa, essendo fatta di uomini, tenta di ricevere delle garanzie: il potere. Il vescovo è lì per un motivo: ci sono anche tantissimi laici che sono nel nome di Gesù. Se ai comandamenti ne togliamo due più dogmatici, ci accorgiamo che sono leggi universali che seguiremmo in ogni caso. Gesù con ‘ama il prossimo tuo come te stesso’ riassume tutto”.
Un messaggio agli altri ragazzi “quest’anno fateci vincere, con tutta l’umiltà”.
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