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Cecina (LI) - "E. Fermi"
14-04-2014, 10:44 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 22-07-2014 09:58 AM da Valentina.)
Messaggio: #1
Cecina (LI) - "E. Fermi"
[Immagine: Premio%20Gaber%202014%20Fermi.jpg]

Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Località: Cecina
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "E. Fermi"

Ha partecipato: 5a edizione 2014
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Cosa ne faremo dei nostri figli? Una tragedia contemporanea
Referenti interni: Manola Bussagli
Referenti esterni: Associazione Culturale "Artimbanco"

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Lo spettacolo nasce da uno studio collettivo sulla “Medea” di Euripide.
Sin dall’inizio del laboratorio è stata proposta ai giovani partecipanti una lettura critica del testo, cercando di individuarne le tematiche fondanti.
Da qui, siamo arrivati a trovare i punti in comune del testo tragico con la vita attuale degli adolescenti coinvolti nel progetto. L’amore, con tutte le sue sfaccettature, al centro di Medea, diventa la guida e la riflessione per portare l’antica tragedia nella contemporaneità.
Sul palco ogni ragazzo sarà Giasone e ogni ragazza Medea.
Sul palco si troveranno dei Giasoni, edonisti e palestrati, pronti a tradire senza nessuna remore e dall’altra parte delle giovani Medea che pronte a divertirsi in un pigiama party scoprono di essere tradite dall’amato.
Da qui nascono molto domande.
Cosa saresti disposto a sacrificare per amore?
Perché scappi da un’altra donna? Che cosa vuol dire per te essere donna?
Cosa vuol dire amare per una donna?
E invece essere uomo?
Che cosa vuol dire amare per un uomo?
Perché tradisci?
La scena di trasforma in un laboratorio nel quale queste domande vengono fatte in maniera analitica da scienziati a coppie di uomini e donne che si tengono per mano. La ricerca di una radice empirica dell’amore e delle pene che esso porta con sé. Arrivare ad uno studio anatomico può essere la via per arrivare alle radici di questo concetto al contempo astratto e concreto, vicino e lontano da noi.
Medea diventa quindi un pretesto per portare sul palco temi sempre presenti nelle nostre vite come le differenze di genere, l’amore, il sacrificio, il tradimento e la morte. Partendo dagli stereotipi di maschile e femminile, l’analisi passa da uno studio sulla coppia fino ad arrivare all’intimità di ogni persona oltre il concetto di uomo e donna.
In tutto lo spettacolo il testo euripideo riaffiora e si fonde con parti di testo originali nate dal percorso fatto con gli studenti.
E infine la domanda provocatoria contenuta nel titolo diventa lo specchio di una situazione millenaria che continua a ripetersi.
Quindi, che cosa ne faremo dei nostri figli?

La scena prend forma da un laboratorio condotto da Cristiano Cappellini e Teresa Carducci durante l'anno scolastico 2013/2014 nel corso del quale vengono create e realizzate strutture drammaturgiche, scenografia, costumi e paesaggi sonori originali.
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