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Valdagno (VI) - "G. G. Trissino"
14-04-2014, 10:45 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 22-07-2014 09:57 AM da Valentina.)
Messaggio: #1
Valdagno (VI) - "G. G. Trissino"
[Immagine: Premio%20Gaber%202014%20Trissino.jpg]

Regione: Veneto
Provincia: Vicenza
Località: Valdagno
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "G. G. Trissino"

Ha partecipato: 5a edizione 2014
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Rivolta
Referenti interni: Flavio Apolloni e Ivano Dani
Referenti esterni: Alessandro Sanmartin dell'Ass. Culturale "livello 4"

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Se è possibile immaginare il teatro come un laboratorio umano e civile, allora è il canale giusto per parlare delle cose importanti, di temi attuali quanto eterni, come la rivolta. Un’occasione per analizzare le dinamiche del potere, della ribellione, della guerra e della rivincita, della lotta senza scrupoli per difendere la giustizia, la libertà, ciò a cui non possiamo rinunciare.
C’era una (Ri)Volta è uno spettacolo scritto insieme ai ragazzi, grazie a loro, alle loro idee e proposte, e soprattutto a ciò che loro hanno da dire, prendendo spunto dalla letteratura, dal mito, dal cinema, dal passato e dal presente in cui viviamo.
Si tratta di un viaggio alla ricerca di qualcosa che è profondamente radicato in noi: la necessità di dire “no”. Ed ecco che dal buio emergono voci lontane ad accompagnarci: Prometeo, che sfida gli dei per amore dell’uomo; Antigone che trasgredisce alla legge del re, seppellendo il fratello, traditore della patria; Lucifero, scacciato dal paradiso terrestre perché non accetta di sottomettersi a Dio e a suo figlio.
Voci diverse che da lontano vengono a parlarci con forza; così come gli animali della fattoria di Orwell, in rivolta contro le ingiustizie che l’uomo infligge loro, o come il protagonista di V per Vendetta, che si erge da solo contro i potenti, ma soprattutto contro l’inerzia e la cecità della gente comune, incapace di produrre dei veri cambiamenti.
È così che la nostra indagine si muove fino alle nostre piccole ribellioni, alla nostra personale visione del presente; e un’unica soluzione prendere forma: ribellarsi è necessario. Ma c’è un solo modo attivo, pratico e non violento di farlo: essere cittadini coscienti, presenti, informati, lavorare ogni giorno per difendere la propria concezione di giustizia e tentare di migliorare il mondo dal basso; e dunque trasformarlo perché costituito di tanti piccoli umani diventati integri abitanti del presente.
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