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La Spezia - “V. Cardarelli”
03-05-2012, 03:41 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-11-2012 10:48 AM da Editor.)
Messaggio: #1
La Spezia - “V. Cardarelli”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Cardarelli.jpg]

Regione: Liguria
Provincia: La Spezia
Località: La Spezia
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di secondo grado
Denominazione: "V. Cardarelli"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Cinema
Titolo del progetto: H2O
Referenti interni: Sylvia Miccoli
Referenti esterni: Paola Zubbani di "Equilibre Danza e Spettacolo"

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Oggi, 3 maggio, i ragazzi delle classi III B e IV B del Liceo Artistico “V. Cardarelli” di La Spezia alle ore 16.15 ha presentato all’interno della sezione cinema il cortometraggio dal titolo “H2O”.
La scuola è alla sua seconda partecipazione al premio e il filmato proposto quest’anno ha una durata di circa 20 minuti. Alla realizzazione hanno lavorato 8 ragazzi coordinati dalla professoressa Sylvia Miccoli e da Paola Zubbani, operatrice di Equilibre danza e spettacolo di Sarzana.

Il tema affrontato è quello – di stringente attualità – delle catastrofi naturali, in particolare per quanto riguarda il territorio ligure colpito nell’ottobre 2011. Le esperienze vissute in prima persona dai ragazzi sono rappresentate sullo schermo attraverso immagini, suoni e movimenti del corpo. L’utilizzo eclettico di varie tecniche espressive aiuta gli spettatori a partecipare e interiorizzare le sensazioni provate dalla gente comune, caduta vittima dell’alluvione. Sullo schermo, commentate da suoni e musiche evocativi, scorrono foto e filmati (anche da cellulari e telegiornali) che documentano i danni dell'acqua e alcuni di stampo più allegorico girate sui luoghi dell'inondazione. Il corto si chiude con un pensiero di speranza per il futuro della natura.

Il progetto della scuola ligure è stato molto apprezzato e interessante stimolando una buona attenzione da parte dei ragazzi in platea, cioè quelli delle scuole Savona, Quartu Sant'Elena (CA), Sarzana (SP) e La Spezia.

L'INTERVISTA

Alle ore 11.45 di oggi, 3 maggio, l’Istituto superiore “Cardarelli” di La Spezia ha tenuto la tradizionale intervista, dopo la prima giornata trascorsa al Premio e prima della presentazione del proprio progetto nel pomeriggio.

Propongono un progetto in cui “si parla di qualcosa che ha toccato profondamente le nostre famiglie. Anche se è qualcosa di cui si è parlato molto, ma in maniera non sempre in modo corretto”. Questo progetto “ci ha coinvolto di più dal punto di vista emotivo: abbiamo portato una testimonianza, per sensibilizzare anche l’opinione pubblica”. È un video informativo e di denuncia: “denunciamo il fatto che le persone si sono interessate quando c’è stata la notizia per fare audience, poi si sono tutti dimenticati”. Ma perché ‘denunciare’ qualcosa? “Perché se iniziamo a delegare tutto agli altri, nessuno si muoverà mai per cambiare le cose. Ignorare un argomento per non preoccuparsene porta a un circolo vizioso”. È comunque importante “far riflettere, più che semplicemente denunciare: è importante che si sappia quello che è successo – la denuncia è semplicemente informazione, fatta bene”. La discussione si è poi spostata sul settore dei media e quindi sulla manipolazione delle notizie. In particolare sui clichè e gli stereotipi che falsificano la realtà. Il punto è che “ci hanno insegnato ad essere ignoranti perché gli fa comodo che noi siamo ignoranti. Ed è colpa della gente che non si sveglia e non si accorge di essere un burattino”. I ragazzi tengono a fare differenza “tra avere tutto e avere troppo: avere troppo è come essere dentro una stanza con tantissima roba, talmente tanta da essere sommerso e non vedere nemmeno più cosa c’è fuori; magari poi ti trovi anche bene in questa situazione di troppo ”. quindi il ‘troppo’ è identificabile con il ‘superfluo’, ad esempio “il tutto materiale è quello che effettivamente ci serve, che diventa troppo quando è figlio di bisogni indotti”. “Oggi abbiamo talmente tanta libertà che è diventata un limite: la libertà in realtà sarebbe scegliere – non solo poterlo fare”. È una società che vanta il progresso “ma che è retrograda”.
In ogni caso parlando di discriminazione e stereotipi “la colpa di qualcosa non è mai soltanto di chi lo fa, ma anche di chi permette che si faccia”.
Un messaggio da condividere con gli altri ragazzi “guardate oltre la mediocrità e abbiate il coraggio di cambiare le cose”.
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