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Vedelago (TV) - Scuola Media
14-04-2014, 10:45 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-07-2014 11:18 AM da Valentina.)
Messaggio: #1
Vedelago (TV) - Scuola Media
[Immagine: Premio%20Gaber%202014%20Vedelago.jpg]

Regione: Veneto
Provincia: Treviso
Località: Vedelago
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di primo grado
Denominazione: Scuola Media dell' IC di Vedelago

Ha partecipato: 5a edizione 2014
Sezione: Cinema
Titolo del progetto: Il piccolo giardino
Referenti interni: Chiara Cattapan
Referenti esterni: --

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Durante l’olocausto i bambini furono tra i più esposti alle violenze dei nazisti: essi infatti sostenevano che l’uccisione dei figli di persone ritenute indesiderabili, pericolose e inferiori fosse giustificata e quindi legittimata dal sistema. Parlare a scuola con i bambini di deportazione, di prigionia e di sterminio non è semplice ma necessario affinché non si dimentichino mai le sofferenze di allora e perché gli uomini di domani non debbano di nuovo commettere gli stessi errori e gli stessi orribili crimini. Da questa profonda convinzione nasce questo progetto che è stato realizzato con i ragazzi del Coro d’Istituto “Le cinque note”, bambini che vanno dalla classe prima della scuola primaria alla classe terza della scuola secondaria di primo grado. La musica è stato un mezzo prezioso, che ha permesso di trasmettere parole difficili ed esprimere emozioni forti. Nella parte iniziale del progetto c’è stata una lenta e delicata introduzione alla storia dello sterminio nazista, approfondendo soprattutto la realtà del campo di Terezìn che fu il maggiore campo di concentramento nazista sul territorio della Cecoslovacchia.
Costruito come transito per gli ebrei che venivano deportati verso i campi di sterminio dei territori orientali, dalla sua nascita vi furono deportati 150.000 persone, fra le quali 15.000 bambini. La maggior parte trovò la morte nel ghetto stesso o negli altri campi nazisti. Non ci rimangono immagini forti, non ci sono cumuli di scheletri, ma i quattromila disegni e le sessantasei poesie dei bambini che vi furono imprigionati hanno senza dubbio lo stesso effetto.
Con l’ausilio della Lim ci siamo “trasferiti” nel campo di Terezin, abbiamo letto molte delle poesie dei bambini prigionieri e visti i tantissimi disegni, osservato i colori e interpretato le emozioni che stavano dietro le parole. I bambini hanno dimostrato non solo di essere interessati,m anche di aver bisogno di parlarne, di condividere le conoscenze e di sapere qualcosa di più. La scelta della poesia “Il giardino”, che sarebbe poi diventata la nostra canzone, è stata determinata dalla relativa pace e tranquillità delle immagini evocate: i bambini hanno subito immaginato questo giardino, piccolo e stretto, ma ricco di piante e roseti, hanno focalizzato ai margini del sentiero il bambino che racconta, che descrive e che infine se ne va, rassegnato. I bambini sono stati poi guidati all’interpretazione e al significato delle immagini che volevano raccontare il dramma della Shoah vista con occhi di bambino. Non un bambino ignoto, ma un volto su una vecchia fotografia ingiallita dal tempo, con un nome strano per noi, Franta Bass, che guarda lontano con due occhi tristi: sono quelli che hanno colpito di più i bambini. Il compositore romano Tullio Visioli, che collabora col coro ormai da diverso tempo, ha composto la canzone, cercando di tessere sul testo le caratteristiche armoniche e melodiche tipiche della musica ebraica. La canzone è stata poi sapientemente arrangiata dal musicista Valter Bertoloche l’ha ambientata nel campo di concentramento, aprendo la musica con un inquietante boato e riproducendo i passi dei soldati che aprono e chiudono la canzone. Il coro nei mesi successivi ha imparato la canzone e l’ha registrata nello studio “Digital Sound”. Sulla canzone poi si è costruita uno storyboard per la sceneggiatura del videoclip, coinvolgendo i bambini nella scelta interpretativa e i loro genitori per un supporto organizzativo. La frase centrale della canzone è stata tradotta anche con la lingua dei segni (LIS) e realizzata da una bambina del coro, segno di una comunicazione in cui nessuno è precluso. Nel video il coro colorato rappresenta il presente, il ricordo, la consapevolezza; i bambini in bianco e nero sono invece la coscienza e il monito affinché questi orrori non succedano più. Il video è stato girato nell’Abbazia “S. Eustachio” di Nervesa della Battaglia, un antico monastero benedettino che le guerre hanno ridotto ad un ammasso di rovine. Durante le riprese i bambini hanno indossato la divisa a strisce propria dei campi di concentramento, hanno ripercorso scalzi il viale di ghiaino che porta all’abbazia e la sterpaglia che precede un piccolo boschetto. Si sono sporcati con la terra il viso, le braccia e le gambe, hanno camminato nel fango e ripercorso in fila indiana il perimetro dell’Abbazia.

“Noi lo stiamo facendo per finta, ma bambini come noi lo hanno vissuto davvero!”: è stata questa l’emozione che i ragazzi del coro “Le cinque note” si porteranno sempre nel cuore di questa esperienza.
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16-05-2014, 01:50 PM
Messaggio: #2
RE: Vedelago (TV) - Scuola Media
Era molto bello,ma un po' triste
Rossella(Alfieri bz)
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19-05-2014, 07:58 AM
Messaggio: #3
RE: Vedelago (TV) - Scuola Media
Bellissimo! Grazie per le emozioni che ci avete fatto provare! Non dobbiamo dimenticare...mai!
Alunni e insegnanti della Scuola Piaget
LA SPEZIA
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