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Borgoforte (MN) - “G. Leopardi”
12-05-2012, 03:57 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-10-2012 11:32 AM da Editor.)
Messaggio: #1
Borgoforte (MN) - “G. Leopardi”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Leopardi.jpg]

Regione: Lombardia
Provincia: Mantova
Località: Borgoforte
Ordine e grado: Istituto di Istruzione secondaria di primo grado
Denominazione: "G. Leopardi"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Teatro
Titolo del progetto: Srotola il bullo
Referenti interni: Raffaella Garosi e Roberta Bonfiglio
Referenti esterni: ---

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Alle ore 16.00 di oggi 12 maggio i ragazzi della classe 2^ A della Scuola Media “Giacomo Leopardi” di Borgoforte dell’Istituto Comprensivo di Bagnolo San Vito (MN) alla loro seconda partecipazione al Premio hanno presentato il loro cortometraggio intitolato “Srotola il bullo”. Al lavoro hanno partecipato circa 15 ragazzi sotto la supervisione delle professoresse Raffaella Garosi e Roberta Bonfiglio.

Il cortometraggio prende spunto da una storia realmente accaduta: si tratta delle gravi difficoltà di accettazione ed i conseguenti problemi di inserimento del ragazzino straniero (visto come presuntuoso, aggressivo e bugiardo) in una classe. Inoltre la realizzazione del progetto è stata fortemente integrata da un percorso svolto con specialisti che hanno spiegato il contenuto e i valori dell’Art. 3 della Costituzione soffermandosi sull’importanza di dare a tutti le stesse opportunità. Un secco “no al bullismo”.

Il video sceglie scene cariche di significato e affida ad una voce fuori campo la narrazione e le considerazioni in proposito.

Il progetto della scuola lombarda è stato molto apprezzato e interessante stimolando una buona attenzione da parte dei ragazzi in platea, cioè quelli delle scuole di Mantova, Reggello (FI) e Medicina (BO).

L'INTERVISTA

Alle ore 11.00 di oggi, 12 maggio, la media “Leopardi” di Borgoforte (MN) ha tenuto la tradizionale intervista, prima di presentare nel pomeriggio il proprio cortometraggio intitolato “Srotoliamo il bullo”.

“Abbiamo lavorato in maniera giocosa: il bullo dall’esterno può sembrare forte, ma in realtà non è così. Ci sono vari tipi di bullismo: omofobico, cyber, fisico (che è quello che abbiamo trattato noi), mentale …abbiamo trattato il bullismo fisico perché è quello a noi più vicino. È un’esperienza alla quale abbiamo collaborato tutti e ci ha fato riflettere sulla pericolosità del bullismo e la necessità di combatterlo. In questo progetto hanno collaborato tutti: chi truccava le ‘vittime’, chi aggiustava le robe non perfette… abbiamo lavorato al meglio di noi.”
“Si diventa bulli per attirare l’attenzione, perché ci si sente insicuri, perché ci sono dei problemi in famiglia e si vuole far vedere che si è i migliori – si vuole far notare, vuole farsi vedere forte perchè dentro si sente debole e inferiore, per sfogare una rabbia. In poche parole, si sente inferiore quindi si vuole dimostrare più forte degli altri”.
“Sicuramente, anche per questo, è giusto aiutarlo. Se lo combattiamo con le punizioni non si recupera niente. È un problema psicologico. Si deve fargli capire perchè si comporta così”.
“I bullismi più diffusi sono sicuramente quello fisico e quello mentale – sono più alla portata di tutti”.
“Il percorso è stato molto interessante. Ci abbiamo lavorato sopra per qualche mese studiando i vari tipi di bullismo. Abbiamo iniziato poi a disegnare quello che sarebbe dovuto venire fuori dal video. Poi abbiamo cominciato a levare tutto quello che era in più e a sintetizzare: nel finale c’è una canzone che abbiamo anche cantato per commemorare la Shoah”.
“Si tratta sicuramente di un bellissimo ricordo: un bel periodo di lavoro tra noi e soprattutto lo sputo per riflettere sul bullismo: un pericolo che ancora non conoscevamo. Ci ha aiutato anche a capire la prospettiva del bullo e riuscire quindi a comprendere i suoi problemi. Venire qui è stato molto bello, per l’accoglienza, per le attività, i laboratori… tutte cose molto interessanti”.

“Vogliamo ringraziare la professoressa Marosi e la Bonfiglio per averci dato l’opportunità di affrontare questa esperienza”
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