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San Mauro Torinese (TO) - “Giorgio Catti”
18-05-2012, 10:55 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-10-2012 08:52 AM da Editor.)
Messaggio: #1
San Mauro Torinese (TO) - “Giorgio Catti”
[Immagine: Premio%20Gaber%202012%20Catti.jpg]

Regione: Piemonte
Provincia: Torino
Località: San Mauro Torinese
Ordine e grado: Scuola Primaria
Denominazione: "G. Catti"

Ha partecipato: 3a edizione 2011/2012
Sezione: Cinema
Titolo del progetto: Tutti insieme si può vincere
Referenti interni: Pietro Criaco
Referenti esterni: ---
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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

La classe IV D della Scuola Elementare “Giorgio Catti” di San Mauro Torinese (TO) oggi, 18 maggio, alle ore 11.30 ha presentato all’interno della sezione cinema il cortometraggio dal titolo “Tutti insieme si può vincere”. Il lavoro ha coinvolto lavorato 24 ragazzi sotto il coordinamento del professore Pietro Criaco ed ha una durata di circa 14 minuti.

La trama del cortometraggio ci porta nella preistoria: un uomo è padrone di un albero e scaccia chiunque si avvicini per prenderne il cibo. La tribù è decimata: molti perdono la vita sia per la fame sia per la violenza a cui li sottopone il padrone dell’albero. Un giorno un’altra tribù passa di lì ed aiuta i pochi rimasti a ribellarsi all’uomo che viene tirato giù dall’albero. Tutti insieme lo convincono che solo uniti si può vincere e che bisogna rispettare le regole condivise.

Il gruppo dei ragazzi è l'assoluto protagonista: vestiti in costume preistorico e sporcati di argilla, si calano nella parte con movimenti e voci. L'approccio è quello di un finto documentario e spesso si ricorre uso della soggettiva per l'egoista.
Il filmato è diviso in brevi capitoletti - l'egoismo, la solidarietà, la sopravvivenza, l'altruismo, la rivolta - che i ragazzi animano con simpatiche scene.

Il divertente e interessante progetto della scuola piemontese è stato molto apprezzato da parte dei ragazzi che stavano in platea, cioè quelli delle scuole di Latina, Pieve di Cento (BO) e Milano.

L'INTERVISTA

Alle ore 14.30 di oggi, 18 maggio, la media “Catti” di San Mauro Torinese (TO) ha tenuto la tradizionale intervista, prima di presentare nel pomeriggio il loro spettacolo dal titolo “Tutti insieme si può vincere”.

“Il nostro spettacolo è nato tutto dal maestro. Inizialmente l’idea è partita da lui quando abbiamo cominciato a studiare gli uomini primitivi. Siamo entrati nella storia e abbiamo co,minciato a mettere le nostre idee per la storia. Inizialmente il maestro ci aveva detto che si trattava soltanto di una giornata così: per far finta di essere uomini primitivi. La ripresa è durata un po’ di tempo [una settimana, NdR] e l’abbiamo fatta nel giardino della scuola. Noi abbiamo 4 giardini, il maestro ha scelto un posto dove c’erano molti alberi ma bassi – da poterci salire. Poi siamo andati anche in una altro cortile, sempre nella scuola”.
“La storia è nata dall’idea di quello che avevamo studiato a scuola. Eravamo al punto in cui gli uomini primitivi si riunivano da solitari cominciavano a formare gruppi per cacciare, per difendersi e curarsi. Il senso della storia era che un gruppo era disunito, non condividevano il cibo – quindi erano più deboli. Mentre in un altro gruppo i componenti erano molto più collaborativi e condividevano le risorse. Quindi erano più forti.”
“Nel nostro filmato si vede l’egoismo in contrapposizione all’altruismo. Questi sono due valori che abbiamo messo nel corto.”
“Da questo lavoro abbiamo imparato che non dobbiamo pensare solo a noi, ma condividere le cose e aiutare gli altri quando sono in difficoltà. Bisogna essere uniti. Noi siamo uniti, anche se delle volte litighiamo – poi si risistema tutto!”
“Per assomigliare di più agli uomini primitivi, il maestro c’aveva messo l’argilla in faccia.
Una difficoltà è stata quella di impersonarci nell’uomo primitivo e comportarci parlare come lui – ad esempio il linguaggio ce lo siamo inventato noi, a caso. Però non dovevamo ripetere le parole”.
“Per i costumi abbiamo utilizzato dei sacchi di juta e poi il rappresentante di classe ha comprato dei vestiti che sembravano pelli di animale al mercato. Nella scena in cui mangiavamo insieme stavamo mangiando pollo. Poi c’era anche un osso di maiale – che ce l’aveva dato il papà di una nostra compagna che fa il macellaio”.
“Abbiamo fatto anche altri corti: era la storia di un barbone che andava chiedere da mangiare ma non gliela dava nessuno. Poi si è messo a dormire e sono arrivati tre poliziotti e lo hanno svegliato e arrestato… poi un corto che si chiama ‘Scuola di cucina’ nel quale ci sono dei tizi che vanno al ristorante e non gli piace niente, allora le cuoche li fanno addormentare e al risveglio li fanno lavorare lì, per fargli capire che si deve magiare tutto”.
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