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Come migliorare il “far teatro” a scuola
08-05-2012, 09:43 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-05-2012 10:03 AM da Lara.)
Messaggio: #1
Come migliorare il “far teatro” a scuola
Alla fine del forum docenti di giovedì scorso è sembrato ci fosse una contrapposizione fra gli insegnanti ed i professionisti per sacrosanti motivi sindacali rivendicati dai professionisti (e che riguarderebbero in realtà anche i docenti che sembravano però – quasi per vocazione – più rassegnati al volontariato) e per ragioni di professionalità.

Tralasciando la questione denaro che di questi tempi crea accesi dibattiti che generalmente portano poco lontano (e pregherei, qualora qualcuno volesse intervenire su questo argomento, di aprire un altro thread) rimane quella importante della professionalità. Chi è qualificato a “far teatro” in ambito scolastico? E cosa significa esattamente? Che modalità operative/comportamenti è opportuno tenere? Dove ci si può qualificare meglio?

Sono domande che mi pongo dalla mia partecipazione al Premio l’anno scorso e di cui mi sarebbe piaciuto si fosse dibattuto al forum quindi le propongo in questo forum, nella speranza che vengano colte.

Mi faccio una domanda e mi do una risposta, nella miglior tradizione marzulliana, spiegherei perché mi pongo questi problemi dall'anno scorso. Io ho iniziato l'anno scorso un progetto di teatro in modo "poco consapevole", per far praticare la lingua in contesti meno scolastici (insegno inglese), per consentire ai ragazzi di esercitare la loro creatività e per dar spazio alla creatività, alla passione ed al talento di un ex alunno che, scoperto il teatro a scuola, aveva continuato ad occuparsene anche dopo in diversi ambiti. Non abbiamo, però, né io né lui nozioni di teatro-educazione ed onestamente io non sapevo neppure esistesse (nella bassa padovana non ce le raccontano queste cose) ed ho scoperto al Premio che c'è dell'altro oltre a trovarsi, socializzare, migliorare la pronuncia e fare una recita piacevole a fine anno.
Quest'anno ho provato a spostare il tiro un po' per far tirar fuori di più quello che avevano i ragazzi dentro, per renderli più partecipi, ma sento pesantemente il dilettantismo di queste operazioni (ed i ragazzi non sono cavie su cui sperimentare). Ecco da dove nascono le mie domande, per le quali mi piacerebbero risposte pratiche. Ci siete passati pure voi? O come avete fatto?
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20-05-2012, 02:15 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2012 02:19 PM da giovanna.)
Messaggio: #2
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
(08-05-2012 09:43 AM)Lara Ha scritto:  Alla fine del forum docenti di giovedì scorso è sembrato ci fosse una contrapposizione fra gli insegnanti ed i professionisti per sacrosanti motivi sindacali rivendicati dai professionisti (e che riguarderebbero in realtà anche i docenti che sembravano però – quasi per vocazione – più rassegnati al volontariato) e per ragioni di professionalità.

Tralasciando la questione denaro che di questi tempi crea accesi dibattiti che generalmente portano poco lontano (e pregherei, qualora qualcuno volesse intervenire su questo argomento, di aprire un altro thread) rimane quella importante della professionalità. Chi è qualificato a “far teatro” in ambito scolastico? E cosa significa esattamente? Che modalità operative/comportamenti è opportuno tenere? Dove ci si può qualificare meglio?

Sono domande che mi pongo dalla mia partecipazione al Premio l’anno scorso e di cui mi sarebbe piaciuto si fosse dibattuto al forum quindi le propongo in questo forum, nella speranza che vengano colte.

Mi faccio una domanda e mi do una risposta, nella miglior tradizione marzulliana, spiegherei perché mi pongo questi problemi dall'anno scorso. Io ho iniziato l'anno scorso un progetto di teatro in modo "poco consapevole", per far praticare la lingua in contesti meno scolastici (insegno inglese), per consentire ai ragazzi di esercitare la loro creatività e per dar spazio alla creatività, alla passione ed al talento di un ex alunno che, scoperto il teatro a scuola, aveva continuato ad occuparsene anche dopo in diversi ambiti. Non abbiamo, però, né io né lui nozioni di teatro-educazione ed onestamente io non sapevo neppure esistesse (nella bassa padovana non ce le raccontano queste cose) ed ho scoperto al Premio che c'è dell'altro oltre a trovarsi, socializzare, migliorare la pronuncia e fare una recita piacevole a fine anno.
Quest'anno ho provato a spostare il tiro un po' per far tirar fuori di più quello che avevano i ragazzi dentro, per renderli più partecipi, ma sento pesantemente il dilettantismo di queste operazioni (ed i ragazzi non sono cavie su cui sperimentare). Ecco da dove nascono le mie domande, per le quali mi piacerebbero risposte pratiche. Ci siete passati pure voi? O come avete fatto?

credo nel teatro come possibilità di ricerca della consapevolezza del sè e in quest'ottica indirizzo il mio lavoro.

Credo nel teatro come possibilità di ricerca della consapevolezza del sè e di conseguenza della padronanza del sè.
La finalità è la formazione della persona.....
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22-05-2012, 11:42 AM
Messaggio: #3
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
L'interrogativo aperto da Lara è estremamente importante e speriamo vivamente che venga condiviso e discusso da altri docenti ed operatori.
Teatro, Cinema e Arte in genere possono rivestire un ruolo di primaria importanza nella crescita dell'individuo.
Ma come succede per ogni mezzo a disposizione dell'uomo, si devono creare delle regole (metodologie ... finalità ...) affinché il mezzo non diventi primario rispetto all'obiettivo.

Le nostre idee a riguardo sono ovviamente precise e dettagliate, ma sarebbe bello che la discussione partisse da una piattaforma comune.
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22-05-2012, 10:44 PM
Messaggio: #4
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Da una parte ho sempre pensato che ognuno dovesse fare il suo mestiere: gli attori fanno teatro, gli insegnanti insegnano. Poi ho pensato che tutti insieme si educa, con linguaggi e stili diversi ma con un obiettivo comune, quello di permettere ai giovani di avere uno spazio di espressione di qualità. Ora continuo ad avvalermi di "esperti" ma con i quali condivido lo stile educativo e le finalità. Devono, sì, insegnare delle tecniche, ma il contenitore senza il contenuto servirebbe a poco. Personalmente sono sempre presente, muta osservatrice, attenta critica, segretaria factotum, spalla su cui piangere, mani che stirano e vestono, ecc. Ma ci sono. Credo che questa sia la differenza: crescere, soffrire, imparare con i ragazzi senza far cadere nulla dall'alto. Se poi qualcuno vuole svolgere i due ruoli, credo debba formarsi davvero in scuole adatte e serie per evitare di trasformarsi e di trasformare il teatro a scuola nella brutta copia di "Amici"... cosa che al Premio Gaber non ho visto!
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24-05-2012, 10:28 PM
Messaggio: #5
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Grazie Carla, un po' mi riconosco nei ruoli che dici di ricoprire e sono ovviamente d'accordo che ognuno debba fare il proprio mestiere, soprattutto in un ambito così delicato in cui è facile fare danni. Ma ti posso chiedere come operate concretamente tu e gli esperti con cui collabori? Come nascono i progetti con i ragazzi? Come riuscite a canalizzare costruttivamente idee entusiasmo creatività voglia di espressione? Scusa la raffica di domande ma intuisco che sia da molto che segui progetti di questo genere per cui non vorrei perdere l'occasione di "sfruttarti"...termine orrendo ma a scopo nobile.
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27-05-2012, 02:58 PM
Messaggio: #6
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Non preoccuparti, non mi sento affatto sfruttata! Il bello di questa possibilità di scambio è proprio quello di mettere il naso nelle scuole degli altri e di comprendere dove sbagliamo, dove facciamo bene e come migliorarci. Provo a raccontarti la nostra esperienza a patto che poi tu mi dica come fate voi!!
Dunque, premetto che non è tantissimo che mi occupo di teatro a scuola, ma è da quando ho 15 anni che faccio parallelamente l'educatrice con un po' tutte le fasce d'età - compresi gli adulti - e questo mi ha permesso di vedere le cose da un'angolatura particolare. Inoltre, da ragazza ho fatto anch'io teatro a scuola e non solo, ma mi è sempre stato chiaro che la mia strada fosse quella dell'insegnamento e non quella dell'arte! Dico questo, perché penso davvero che il teatro a scuola sia un mezzo e non un fine. Da noi a Torino ci sono molti luoghi in cui i ragazzi possono ritrovarsi per dare spazio in modo sano alle loro velleità artistiche, mentre la scuola è e resta un luogo che deve educare a 360° e non una sorte di talent show. Proprio perché crediamo in questo, abbiamo ben 2 gruppi di teatro, uno dedicato ai ragazzi del biennio e uno a quelli del triennio a cui si possono aggiungere allievi di seconda che abbiamo frequentato un anno nel gruppo dei più piccoli e un gruppo di ex allievi al primo anno di università che restano ancora un anno nello spirito della peer education. Con i piccoli, si lavora sull'improvvisazione teatrale partendo da situazioni di vita quotidiana per cercare di costruire degli spettacoli su tematiche legate al disagio giovanile e scolastico in particolare. Per esempio quest'anno hanno costruito uno spettacolo sul dolore di crescere soli anche se apparentemente circondati da cose e ricchezze, uno spettacolo sulla relazione genitori-figli e soprattutto sul dramma della separazione e sul peso che le scelte che compiamo hanno sugli altri. Ogni ragazzi porta ciò che sa fare e lo mette a servizio degli altri, mentre il ruolo dell'esperto è quello di insegnare alcuni rudimenti del linguaggio teatrale, ma soprattutto quello di stimolare la riflessione. L'insegnante è presente, può dare alcune idee, ma con discrezione, suggerisce in segreto la direzione da prendere, ma lascia che il lavoro sia nelle mani di attore e ragazzi.
Con la compagnia del triennio il lavoro è più "tecnico": lavoriamo molto sull'espressione a 360° (voce, corpo, idee, pensieri, ecc.) e la prima parte dell'anno è sempre dedicata a fare di tanti ragazzi un solo corpo dai diversi talenti. Ad un certo punto viene fornito uno stimolo letterario (quest'anno una pagina di G. Pérec e uno spunto da Calvino) e da lì si parte con delle sessioni di scrittura creativa che diventano veri momenti di ascolto reciproco e di espressione di sogni, paure, dubbi, ecc. Sono momenti molto forti anche emotivamente. Poi gli attori piano piano costruiscono il testo con i brani dei ragazzi, un testo che è sempre in fieri perché la parola scritta deve incarnarsi per poter diventare "definitiva". Lavorare così da ottobre a maggio, 2 ore alla settimana, unisce i ragazzi tra loro, con gli attori e con gli insegnanti. Il mio ruolo è di supervisione, di ascolto, di critica. Sovente sono quella che interpreta e fa uscire il senso nascosto dei gesti e delle parole perché il mio resta uno sguardo esterno che si vuole il più possibile oggettivo. Risultato: ci divertiamo tanto, i ragazzi crescono, cambiano, maturano. Qualcuno continua fuori, altri tornano per vedere i compagni e gioiscono dei successi con loro come se fossero ancora propri. Il tutto dà un profondo senso di appartenenenaza alla scuola e al gruppo che, in una società così individualista come la nostra, non è da poco. Certo, ci sono tante cose da migliorare e che vorrei migliorare, ma per ora è una bella avventura. Che, tra l'altro, spero di poter contiuare perché rischio di perdere il posto!
E tu? Mi racconti che fate?
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29-05-2012, 04:09 PM
Messaggio: #7
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Carla, oberata da operazioni di fine anno e da stress da terremoto, ti rispondo in corsa. La nostra è una realtà di provincia profonda (lontanissima da tutto) ma la scuola - fra alti e bassi - ha sempre dato spazio alle attività teatrali a tutti i livelli (abbiamo elementari medie e tre diversi ordini di superiori). Io dall'anno scorso seguo un progetto di teatro in inglese con un gruppo di ragazzi del triennio superiore. L'anno scorso, seguendo le orme dei miei predecessori, abbiamo proposto un testo rielaborato ed abbiamo messo in piedi una recita "tradizionale". Con la partecipazione dell'anno scorso abbiamo scoperto che c'è tanto altro da fare e ci abbiamo provato. Siamo partiti direttamente dallo stimolo letterario-cinematografico su un tema condiviso con il gruppo facendo poi esprimere gli studenti in merito in una serie di incontri-dibattiti (talvolta anche accesi) e poi, sulla sintesi di questi incontri-scontri un gruppo di ragazzi si è cimentato nella produzione del testo mentre gli altri hanno seguito tutti gli altri aspetti della produzione. Inizialmente mi era sembrata la strada giusta ma poi ho cominciato a sentire la mancanza della dimensione di gruppo. Credo che partire, come fate voi, con un laboratorio espressivo sia fondamentale, credo sarà la sfida del prossimo anno. Sai, si fanno passi piccoli alla volta anche se un po' pesa, ti senti di sperimentare sulle spalle dei ragazzi e non è una bella sensazione.
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30-05-2012, 02:42 PM
Messaggio: #8
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
No, no, credo che non sperimentiamo sulle spalle dei ragazzi ma con i ragazzi ed è questo, a mio parere, il grande spirito del teatro a scuola: permettere alle diverse generazioni di incontrarsi e di lavorarae fianco a fianco con un obiettivo comune!
In bocca al lupo per tutto! Tu di preciso dove abiti? Spero non siate fra i comuni più colpiti!!! Ti abbraccio
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31-05-2012, 10:38 AM
Messaggio: #9
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Carissimi
Quando si lavora con i ragazzi, quando si crede in quello che si fa,quando si crea un magico rapporto che va oltre la lezione frontale...anche se le cose inizialmente non risultano perfette, non si può parlare di sperimentazione sulle spalle dei ragazzi...è solo un buon inizio per lavorare assieme e per perfezionarsi passo passo. Magari occorrono anni ma la strada è quella giusta! Un abbraccio a tutti i colleghi e i ragazzi che hanno subito il trauma del terremoto. Anche nella nostra zona a ottobre si è scatenato l'inferno...la forza dell'acqua ha spazzato vite umane, borghi storici, case e scuole, ma l'intraprendenza della gente, la voglia di non arrendersi, gli aiuti e il sostegno morale di tutti hanno permesso in tempi rapidi la ricostruzione. E' quello che auguro a tutti voi. Ce la farete!
Rossana
La Spezia
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31-05-2012, 03:00 PM
Messaggio: #10
RE: Come migliorare il “far teatro” a scuola
Grazie di tutto e, per fortuna, siamo a Montagnana, ad una cinquantina di chilometri dalle zone più colpite quindi da noi i danni reali sono stati limitati - a scuola non potremo usare l'auditorium e la sala insegnanti per un po' perché hanno un campanile pericolante che le minaccia ma poco più. Però è successo qui vicino, riceviamo notizie costanti di conoscenti e la tensione - soprattutto a scuola - è tanta. Le scosse, fra l'altro, si sono sentite forti (e si continuano a sentire) e i ragazzi sono spaventati - alcuni hanno anche avuto le case devastate dall'alluvione di due anni fa per cui al primo sommovimento vanno in panico. Speriamo finisca in fretta. Grazie ancora.
Lara
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