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Il dibattito di martedì 8 maggio
09-05-2012, 07:16 AM
Messaggio: #1
Il dibattito di martedì 8 maggio
Le scuole Superiori di Oristano, di Torino e di Ancona hanno partecipato al dibattito finale alle ore 17.30 di oggi, 8 maggio, nella sala Venere.
Ha rotto il ghiaccio una ragazza di Torino: il lavoro di Oristano ha previsto anche laboratori musicali? Cristiano di Oristano risponde che nelle loro sedute di prove potevano provare contemporaneamente diverse scene (chi sul palco, chi in un’altra stanza).
Un ragazzo di Oristano chiede “perché uno spettacolo sulla donna”. I ragazzi di Torino rispondono che il frutto della scelta è una canzone (da ‘Mulan’ della Disney) cantata per caso dietro le quinte. Da lì abbiamo deciso di fare qualcosa sulla donna.
I torinesi chiedono della presenza di Pasolini nello spettacolo degli Anconetani. Loro spiegano che lo scrittore non c’era nel testo: il titolo è il prodotto dell’esperienza dell’anno scorso: c’era molto Pasolini ed era il periodo in cui ascoltavamo i Rammstein, ed è venuto fuori Pasorammstein, una parola astratta che può trasmettere l’indefinito.
Torino chiede se lo spettacolo sia stato volutamente criptico. I ragazzi anconetani piegano che sì, ognuno può dare un’interpretazione: è come nell’arte moderna. In realtà non esiste nemmeno un copione, ma un canovaccio sul quale improvvisano ogni volta. Noi lavoriamo così: vogliamo dire questo, dobbiamo dirlo. Da lì si costruisce la scena. Però sempre tenendo in mente l’idea di assenza, argomento che caratterizzava lo spettacolo. Il nostro spettacolo si capisce bene per chi c’ha lavorato. Avevamo una trama piuttosto difficile, ma con un significato. In ogni caso abbiamo fatto una cosa che anche ad una prima visione si poteva capire.
I ragazzi di Ancona hanno chiesto a Oristano come è nata il loro spettacolo. I ragazzi hanno spiegato che si trattava di racconti della tradizione sarda, che possono sembrare un po’ lontani ma in realtà bisogna sempre pensare che il presente è il frutto ci quello che è successo prima.
Torino chiede del dialetto. I sardi rispondono che hanno sempre fatto così: inoltre il tema di quest’anno lo imponeva. Le canzoni non sono nostre per i testi, ma per la musica sì: è sempre frutto della tradizione.
L’operatore di Ancona chiede cosa hanno ritrovato i ragazzi di Oristano, perché è rimasto colpitissimo dalla loro attenzione e convinzione. Secondo i ragazzi di Oristano il segreto è nella tradizione sempre viva e forte nei paesini della Sardegna. Noi stessi ci conviviamo – con le leggende che poi hanno una variante per ogni villaggio in cui vengono raccontate. Prima di leggere i copioni abbiamo fatto una ricerca noi: letto dei libri riguardo queste storie e miti. Scelto i passi giusti. La leggenda della mosca machedda è stata inventata per non far rubare la gente dentro i nuraghe. L’argia (il ragno) probabilmente è la sbandata d’amore.
Un ragazzo di Oristano ha chiesto ai ragazzi di Torino se abbiano fatto dei laboratori teatrali – ad esempio per la scena delle marionette – ed i ragazzi rispondono di sì. In ogni caso le scene corali sono frutto dei loro esercizi di riscaldamento, che spesso risultano molto coreografici. Poi spiegano che l’albero era un elemento del giardino (che è un posto in cui sfogarsi, una specie di coscienza) carico di ricordi e oggetti. Il grande burattinaio che stava nella scena delle marionette, potrebbe essere Facebook: qualcosa che ci cambia, che ci condiziona – anche se ognuno può vederci cosa vuole, anche l’oppressione dell’uomo.
I ragazzi di Torino chiedono ragguagli sulla scena degli abbracci: si tratta di un momento in cui al personaggio mancava la partner. Si trattava di un personaggio unico: è l’amore (l’amore vero, che ferma tutto). Poi alla fine il Lui si dispera, senza l’abbraccio della sua amata. Mentre si dispera facciamo vedere quello che sta provando lui.
Un ragazzo di Oristano chiede alle ragazze di Torino degli occhi lucidi che avevano durante lo spettacolo: arriva la conferma si trattava di emozione reale o simulata? Rispondono che si trattava si emozioni autentiche.
Anche Oristano chiede a Torino qualcosa: “è inutile che ti guardi allo specchio, tanto non ti piacerai mai” lo pensate davvero? Le ragazze di Torino spiegano che in realtà è qualcosa che certi giorni si può provare, ma non è una costante. Spiegano anche che è una frase venuta fuori dai laboratori.
Oristano chiede a Torino e Ancona se hanno – come scuole – un posto un cui provare. Rispondono che lo fanno in palestra. Oristano ha un’aula magna adibita a teatro.
In seguito un ragazzo di Oristano ha voluto ringraziare tutti. Da quando ha cominciato a fare teatro ci sono state delle giornate bellissime indimenticabili, come queste passate nei vari festival.
In conclusione ancora un divertente ed intenso scambio di impressioni fra i ragazzi del Premio Gaber.
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