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Il dibattito di sabato 12 maggio
13-05-2012, 03:08 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 13-05-2012 03:08 PM da Niccolò.)
Messaggio: #1
Il dibattito di sabato 12 maggio
Le scuole medie di Medicina (BO), Reggello (FI), Orte (VT) e Borgoforte con le scuole superiori di Noventa Vicentina hanno partecipato al dibattito finale alle ore 17.30 di oggi, 12 maggio, nella sala Venere.

Ha rotto il ghiaccio Noventa con una domanda in merito all’utilizzo delle sedie nello spettacolo di Medicina. I ragazzi emiliani hanno riposto che le sedie possono essere un oggetto che si presta a rappresentare anche altre cose (alberi, monumenti etc.).
Poi ogni scuola ha voluto dare un breve riassunto del proprio progetto: Borgoforte chiarisce il suo corto sul bullismo; Medicina illustra il loro lavoro su ricordi e speranze; i ragazzi di Orte raccontano la loro trasposizione di Opulonia di Wilde; Reggello spiega il loro corto sull’analisi e l’attualizzazione di Pinocchio;
Quindi i ragazzi di Orte hanno posto una domanda a Medicina: i diversi significati della mela, quali avete scelto? I bolognesi rispondono che è il momento che stiamo vivendo adesso. Un ragazzo bolognese chiede ai ragazzi di Viterbo il perché della scelta del tema di Opulonia. Le ragazze viterbesi spiegano che si tratta del tema dell’egoismo che hanno voluto attualizzare. Ancora Medicina per Reggello: perché la scelta di Pinocchio per il corto? Si tratta di una scelta dettata dalla fama della storia? I ragazzi fiorentini spiegano che “quello di Collodi è un romanzo famoso, ma soprattutto un romanzo di formazione. Non è solo per i bambini più piccoli, ma per i ragazzi in generale. È una metafora della vita”.
I ragazzi di Bologna chiedono a Borgoforte perché il tema del bullismo: la ragazza mantovana spiega che è un problema a loro vicino, perché ne hanno avuto un’esperienza in classe. Interrogati suoi tempi di realizzazione, i ragazzi di Reggello spiegano che il loro è un progetto che è andato avanti per 2 anni concluso quest’anno.
Tornando al bullismo, ce ne sono diversi tipi: fisico, psicologico, cyber (quello che si può avere su internet, attraverso offese) e il bullismo omofobico che è incentrato sulla diversità sessuale. Un ragazzo di Bologna chiede a Borgoforte il significato della scena con il ragazzo bullo avvolto nelle reti durante il corto. Questo sarebbe legatola fatto che il bullo sembra così forte fuori,ma magari dentro è debole, è bambino.
I ragazzi di Noventa chiedeono come quale è stata la preparazione per lo spettacolo ai ragazzi di Orte: i ragazzi spiegano che fanno 2 rientri alla settimana, di Scienze e Italiano. Prima abbiamo utilizzato tutte le ore di Italiano, poi ci siamo trovati anche in altri pomeriggi e in giorni di festa. Siamo aprtiti da una lettura “Il gigante egoista” di Wilde.Poi abbiamo fatto una sorta di copione coi dialoghi. Attraverso vari passaggi siamo arrivati alla stesura finale. Ma la cosa più difficile, più che impararlo a memoria, era entrare nel personaggio. Rispetto al testo originale abbiamo aggiunto cose nuove.
I ragazzi di Noventa – in doppia veste di studenti e formatori – spiegano la loro esperienza al Premio e gli stimoli che ricevono. Poi si torna sulla ‘mela’ di Medicina: i ragazzi spiegano il loro percorso particolare, quest’anno iniziato con la scelta del tema. Avevamo un sacco di indecisioni, poi – contestualmente alla scelta della scuola superiore – abbiamo deciso di parlare del futuro e quindi del tempo. Per parlare del tempo avevamo pensato di usare un oggetto (all’inizio c’era anche una scarpa). La professoressa ci ha dato una piccola traccia per dei brevi testi: “il vostro più piccolo ricordo e il vostro più grande sogno”. Abbiamo risposto e questi piccoli testi sono diventati le nostre battute. Sono tutte cose nostre.
I ragazzi di Medicina chiedono a Reggello perché la scelta del cinema e non quella del teatro. I ragazzi spiegano che hanno scelto il corto perché non c’era la possibilità di fare teatro.
I ragazzi emiliani chiedono ad Orte l’idea di introdurre una cornice alla storia, inserendo una nonna che narra la storia al nipote – invece che farla direttamente. I ragazzi laziali rispondono che ciò rende meno pesante e più interessante. All’inizio avevamo pensato di avere solo un narratore esterno. Poi però in un’altra stesura ci è venuta l’idea della nonna col nipote e ci è piaciuta di più.
Orte chiede ai ragazzi della sezione cinema se è stato difficile fare il corto. Borgoforte spiega che ci hanno lavorato circa tre mesi, ma all’inizio hanno fatto ricerche e documentazione. È stato abbastanza difficile perché dovevamo concentrare il concetto in poco tempo. I ragazzi di Reggello spiegano che la loro difficoltà più grande è stato il trattamento delle immagini: disegnare, scannerizzare, muovere le figure per il disegno animato.
In definitiva ancora un divertente ed intenso scambio di impressioni fra i ragazzi del Premio Gaber.
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