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Il dibattito di giovedì 17 maggio
18-05-2012, 01:28 PM
Messaggio: #1
Il dibattito di giovedì 17 maggio
Le scuole medie di Loano (SV), Tizzano Val Parma (PR) e di San Cesario (MO) hanno partecipato al dibattito finale alle ore 17.30 di oggi, 17 maggio, nella sala Venere.

Ha rotto il ghiaccio San Cesario con una domanda a proposito della scelta di Ulisse nello spettacolo di Tizzano. Un ragazzo di Tizzano spiega che volevano presentare la questione maschile e femminile. Abbiamo preso un libro ch si intitola “Itaca per sempre” che è un po’ diverso dall’Odissea. Lì Penelope non perdona Ulisse. Quindi simboleggia la guerra tra maschile e femminile.
I ragazzi di San Cesario hanno spiegato il loro spettacolo: la vita di Galileo. Un Galileo giovane e uno vecchio, i suoi problemi con la Chiesa, l’abiura per salvarsi. Abbiamo cercato di raccontarlo con leggerezza e simpatia: perché non tutti sono interessati al passato, volevamo renderlo piacevole per tutti. una ragazza di San Cesario chiede a Loano il senso del loro spettacolo. Una ragazza risponde che inizialmente era stato messo in piedi con delle gag costruiti da noi alunni. Da qui l’idea di fare uno spettacolo che parla della letteratura – la prof cerca di piegare la letteratura ai ragazzi – in un modo più divertente del solito. Il messaggio era questo: si può imparare divertendosi.
Alla fine vincono gli uomini o le donne?
Nessuno dei due, dice un ragazzo di Tizzano. Poi si corregge: tutti e due. Abbiamo scelto questo tema del maschile e del femminile perché siamo spesso in contrasto. In realtà ci sono parti maschili e femminili in ognuno di noi. Vincere è essere se stessi. Abbiamo scelto questo tema per indagare noi stessi: riprendendo lo spettacolo fatto l’anno scorso – sempre sulla contrapposizione e sulla coscienza di sé – e abbiamo nesso Orfeo e Euridice (lo abbiamo un po’ modificato), Enea e Didone, Ulisse e Penelope…il copione l’abbiamo scritto noi, con i nostri sentimenti e i nostri pensieri. Abbiamo anche ripreso testi poetici e testi di vari scrittori. Spesso ci facciamo vedere agli altri come loro ci vogliono vedere e non come siamo noi veramente. In più abbiamo fatto un’altra riflessione: i maschi hanno scritto i vantaggi di essere femmina e viceversa. Nel copione ci sono anche pezzi di interviste che abbiamo fatto a familiari e altre persone.
Come mai si scatena la professoressa dello spettacolo di Loano? Prima viene allontanata perché sempre interrotta, alla fine invece è scatenata perché si tratta della risata della parte diabolica.
Una ragazza di Tizzano chiede a Loano l’inserimento dei pezzi di danza: una ragazza savonese spiega che fa parte del loro laboratorio multi-espressivo. Alcuni balletti dovevano far ridere. Le coreografie le abbiamo curate noi e una professoressa.
Una ragazza di San Cesario ha chiesto a Loano perché lo spettacolo è cominciata con persone non contemporanee. Lo hanno fatto per mostrare le differenze tra presente e passato. Nella letteratura – sia antica che presente – il comico, la risata c’è sempre.
A Tizzano sono piaciuti molto i balletti di Loano. Non è piaciuto perché era un po’ complicato capire il senso dello spettacolo; ora che l’avete spiegato l’ho capito. A un ragazzo di Tizzano non sono piaciute le canzone – non le ‘sentivo’ – mentre mi sono piaciuti balli. Un altro ragazzo ha molto apprezzato le canzoni, invece no gli è piaciuto che ci fosse brusio nelle quinte. Un ragazzo di San Cesario nono ha capito la differenza tra le lezioni serie e quelle comiche. Certo – spiegano le ragazze di Loano – per arrivare aduna situazione comica bisognava partire da una seria o viceversa.
A una ragazza di San Cesario la parte della professoressa è piaciuta.
Le ragazze di Loano hanno fatto i complimenti ai ragazzi di San Cesario (per i costumi, i testi etc.), però bisogna dire che Galilei è vissuto nel passato e l’avete reso troppo moderno. Come spettacolo era un po’ pesante – mi è piaciuto molto il balletto dei frati dell’Inquisizione. Una ragazza di Loano chiede perché San Cesario abbia scelto proprio questo: avevamo già trattato questo argomento gli anni prima. Le professoresse ce lo hanno riproposto e a noi è piaciuto.
Abbiamo voluto mettere dei temi seri. Per il cannocchiale e i pianeti ci siamo arrangiati da soli. In realtà lo spettacolo era un po’ improvvisato – non ce le ricordavamo perché erano lunghissime. Inizialmente lo spettacolo era molto lungo, poi abbiamo dovuto tagliare – ieri sera – per i tempi. Abbiamo deciso di tagliare all’ultimo momento e ci sono stati anche parecchi inceppi. In alcune parti può essere sembrato noioso perché abbiamo tagliato – per rientrare nel tempo – le parti più carine. Un compagno è stato molto abile a riprendersi.
San Cesario ha detto di aver molto apprezzato lo spettacolo di Tizzano, ma non ha capito – e non gli è piaciuto – le scene con la marcia: sembravano molto militari. Tizzano spiega che erano proprio due eserciti che disfidavano per la supremazia maschile o femminile. Ci siamo vestiti tutti di nero, per comunicare una sorta di uguaglianza di fondo. La ragazza di San Cesario ha fatto i complimenti a Tizzano perché non si sono sentiti per niente dietro le quinte. Moltissimi complimenti, però forse sarebbe stato meglio un tema un po’ più leggero. In realtà la tematica era tata suggerita dalla Provincia di Parma.
A questo punto i ragazzi di Loano chiedono se veramente si sia sentito molto rumore dietro le loro quinte durante lo spettacolo: in effetti era così. Spiegano che erano caduti degli oggetti, altri smarriti… c’era un po’ di confusione. I ragazzi di San Cesario spiegano di aver avuto problemi simili. I ragazzi di Loano hanno trovato i balletti di San Cesario molto simpatici.
Andrea di San Cesario voleva fare i complimenti ai ragazzi di Tizzano perché li ha capiti molto bene. Per finire, ancora un divertente ed intenso scambio di impressioni fra i ragazzi del Premio Gaber.
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